30.04.2012    Veneto

Veneto Banca, Trinca confermato presidente

Flavio Trinca è stato confermato al vertice di Veneto Banca al termine dell’assemblea degli azionisti svoltasi a villa Gasparini Loredan, a Venegazzù.

Nessun cambio al vertice, dunque, come alcune indiscrezioni facevano intuire alcune settimane fa. La governance del grande istituto popolare non cambierà nel prossimo triennio. Il segnale dell’assemblea –cui hanno partecipato duemila cinquecento persone – è stato chiaro.

La rotta, al solito, l’ha tracciata l’amministratore delegato Vincenzo Consoli, l’autentico uomo forte della banca di Montebelluna. «Dopo un decennio di crescita e di acquisizioni abbiamo bisogno di respirare e di recuperare efficienza – ha spiegato il manager banchiere –. Ma il nostro progetto di fare una grande banca di qua e di là dell’Adriatico resta. Riprenderà non appena la crisi ci lascerà respirare. Per adesso facciamo musigna».

Consoli ha annunciato un piano di taglio dei costi da 25 milioni di euro già a partire dall’anno in corso. Risparmi verranno anche dall’accorciamento della galassia di società che ruotano intorno alla capogruppo. A regime, tutti gli sportelli avranno le insegne di Veneto Banca (ad eccezione della zona di insediamento storico di Intra), sarà completata l’incorporazione di Carifac e BancApulia nella capogruppo. L’intenzione di Consoli è di disporre di tre società satellite: la prima per controllare le banche estere (Albania, Croazia, Romania e Moldavia), la seconda per controllare la finanza (l’irlandese Vifs sarà chiusa ), la terza per controllare il private banking attraverso la Bim di Torino. Prima Trinca e poi Consoli hanno difeso la solidità e la redditività della banca.

Negli ultimi quindici anni (dal «ribaltone» del 1997 che silurò clamorosamente l’ex presidente Giulio Tartini) ad oggi la banca ha cambiato letteralmente corpo. Decuplicati i dipendenti e gli sportelli, le masse amministrate sono passate da 3 a 76 miliardi di euro, il patrimonio da 229 milioni a 3 miliardi.

«Abbiamo contribuito alla crescita di questo territorio. A Montebelluna si parla certamente di Ibra ma anche di Veneto Banca. Nel Nordest, negli ultimi quindici anni, abbiamo aumentato l’occupazione di duemila persone. E il rendimento medio è stato del 9,39 per cento. Qualche puntura di spillo ai «cugini» della Popolare Vicentina, da sempre promessa sposa di Veneto Banca: «Noi distribuiamo un dividendo di 60 centesimi per cassa, veri e in contanti. Loro lo distribuiscono in azioni».

A portare il proprio saluto anche il governatore del Veneto Luca Zaia, socio dell’istituto:complimenti al management e ai dipendenti per i risultati e forti preoccupazioni per i livelli occupazionali nel Veneto. Poi gli interventi dei soci. Il presidente della Provincia di Verbania, il sindaco di Verbania, industriali e professionisti. Ma ad andare dritto al cuore degli azionisti è stato soprattutto Virgilio Bozzetto, agricoltore di Santa Lucia con la quinta elementare ma le idee chiare: «Non sognatevi di aprire la banca di sabato, di domenica o la sera. Abbiamo bisogno che le mamme stiano coi figli e con la famiglia. E un avviso a tutti: che non venga fuori qualche caso Belsito in Veneto Banca». Sottointeso:che altrimenti lui arriva col forcone



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