Trasporti: accordo FVG-Carinzia per negoziare con la UE

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Udine – Un Gruppo di lavoro misto con le Regioni Friuli Venezia Giulia e Carinzia, la Camera di commercio di Udine e la Camera dell\’economia del vicino Land austriaco per \”far capire prima a Roma e Vienna, poi a Bruxelles\”, come oggi hanno sottolineato l\’assessore regionale alla Viabilità e Trasporti Riccardo Riccardi, il governatore della Carinzia Gerhard Doerfler, il presidente dell\’ente camerale friulano Giovanni Da Pozzo, che \”dalle nostre aree, dall\’Italia, dall\’Austria e dalla Germania, l\’economia dei trasporti si è ormai spostata nell\’Europa centro-orientale, che il nostro sistema produttivo ed il comparto portuale adriatico continuino invece ad aver bisogno di un vero settore dell\’autotrasporto\”. Un autotrasporto che oggi è in crisi, è stato confermato nel corso della riunione indetta dalla Camera di commercio di Udine, alla quale sono anche intervenuti Elisabeth Rothmuller-Jannach, coordinatrice della divisione Trasporti della Camera dell'economia carinziana, Massimo Masotti e Bernardino Ceccarelli, sempre dell'ente camerale friulano, Pierino Chiandussi e Denis Puntin per Confartigianato e CNA FVG, a causa di una concorrenza senza regole da parte dei vettori dei nuovi Paesi Ue dell'Est europeo.
Occorre invece un riequilibrio degli svantaggi competitivi che penalizzano l'autotrasporto del Friuli Venezia Giulia rispetto a quello dei nuovi partner comunitari (accise sui carburanti, costo del lavoro, ecc.) per non assistere alla scomparsa – o alla delocalizzazione – di questa categoria produttiva regionale.
Ogni camion delocalizzato all'estero (è stato detto nel corso dell'incontro odierno) fa perdere all'Italia un gettito fiscale calcolato in circa 200 mila euro ogni cinque anni.
Ecco dunque l'esigenza di far attivare, "parlando con Roma e Vienna e quindi con le autorità di Bruxelles" il meccanismo, previsto dalla Ue, delle clausole di salvaguardia per un periodo di 12 mesi, imponendo in tal modo l'impossibilità da parte degli autotrasportatori dei vicini Paesi dell'Est di operare in Italia ed in Austria nell'ambito delle cosiddette operazioni di cabotaggio, cioè del trasporto merci non solo sui grandi tragitti internazionali ma anche tra località interne alle due nazioni.
"Si tratterebbe di un'azione correttiva – segnala Riccardi – che possiamo ottenere solo coinvolgendo i nostri due Governi nazionali e soprattutto negoziandola con i vertici Ue: non chiediamo situazioni di privilegio, ma solo il rispetto delle stesse regole; non vogliamo assistenza, ma legalità e reciprocità".
Anche perché l'autotrasporto targato FVG è in profonda crisi: a fronte di un incremento del traffico dei vettori sloveni attraverso i confini italiani (dall'1 maggio 2004) pari ad un +214 per cento al valico di Gorizia/Sant'Andrea o ad un +149 per cento via Rabuiese (in provincia di Trieste), il numero delle imprese dell'autotrasporto regionale è calato del 20,84 per cento, perdendo nel quinquennio 2004-2009 qualcosa come 500 aziende.
Dal 2000 al 2008, inoltre, le immatricolazioni di autocarri sopra le 16 tonnellate (cioè i mezzi pesanti) si sono ridotte in Friuli Venezia Giulia del 31,61 per cento, rispetto ad un trascurabilissimo -0,07 a livello nazionale.

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