Orientarsi per un decalogo giusto

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Abbiamo chiesto al dott. Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, la possibilità di stilare insieme un decalogo, una sorta di manifesto ufficiale da adottare per un corretto impegno e un altrettanto comportamento a difesa dell’ambiente. “Una proposta interessante – ha detto Silvestrini – ma anche complessa e non attuabile in cinque minuti, anche perché ci sono cose analoghe in giro per il mondo. Bisognerebbe rifarsi a una o più di quelle!”. Il suggerimento si è orientato verso il decalogo del WWF e la curiosità di vedere cosa c’è a questo proposito nel mondo ha fatto il resto. Con una ricerca attraverso Internet è possibile scoprire che il WWF ha stilato questo decalogo per sottoporlo ai candidati alle elezioni regionali, sottolineando il ruolo fondamentale, in difesa dell’ambiente, che le Regioni rivestono. L’appello è stato quello di investire nella natura, perché significa anche investire nella salute e perché appoggiando la green economy significa garantire un futuro alle nuove generazioni. Nel decalogo, il WWF, tra le altre cose chiede di tutelare la ricchezza naturale delle regioni e le biodiversità; di prevenire il dissesto idrogeologico con idonei piani di tutela; di far respirare i territori assediati dal traffico con obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2; di contribuire con Piani strategici regionali alla lotta sui cambiamenti climatici; di premiare chi riduce i rifiuti, invitando i Comuni ad utilizzare virtuosamente la leva fiscale con tariffe premianti; di educare all’ambiente, rafforzando il Sistema INFEA e integrando le attività educative delle scuole e quelle di formazione.
Ma on line non c’è soltanto il WWF come si diceva: la rivista New Scientist ha proposto venti tendenze che sono rimbalzate da un sito all’altro per la loro “originalità” (in alcuni punti). Partendo dal fatto che viviamo in un mondo imperfetto e con problemi fin troppo evidenti, l’autorevole New Scientist dichiara subito che dobbiamo essere realistici perché se è perfettamente normale essere irrazionali, non possiamo permettercelo quando si parla di cambiamenti climatici. Invita a mangiare più vegetali; a rendere energeticamente più efficienti le nostre case; a diventare consumatori scettici, chiedendoci che fine fanno i nostri soldi nelle tasche di imprenditori, agricoltori, ecc.; a compensare le proprie emissioni di CO2, tenendo sotto controllo la propria impronta ecologica; a tassare le merci per riflettere il danno che fanno al pianeta, salvo poi ridistribuire i ricavi attraverso iniziative diverse; a terminare il saccheggio del mare, il libero accesso alla pesca in tutti gli oceani, in modo da poter salvarne la ricchezza ed evitare ulteriori danni da cambiamento climatico; a pagare le persone che generano energia rinnovabile che torna alla rete, per far sì che ne aumenti l’utilizzo. Accanto a questo, però, qualche “follia” a cominciare dal venerdì libero per sempre e quindi una settimana lavorativa di 4 giorni che significa rilanciare l’occupazione, risparmiare energia ed essere più felici; o essere gentili con le persone, un genere di comportamento che potrebbe migliorare la salute, senza dimenticare che l’altruismo è contagioso. Sembra incredibile, ma questa benedetta green economy di cui tanto si parla ha ispirato un sacco di altre cose apparentemente semiserie.
C’è “L’amore ai tempi della green economy”, manualetto per aggiungere alle famose “tre erre” (ridurre, recuperare, riciclare) sulle quali si è incentrato il proprio stile di vita una quarta erre che sta per “rimorchiare” e c’è il decalogo dell’eco-sex di Green Peace che suggerisce di spegnere la luce e usare un letto di legno certificato; c’è il manifesto della musica sostenibile con dieci regole per eventi ecosostenibili all’insegna della tutela dell’ambiente e del risparmio energetico e ci sono i suggerimenti per un “eco-Natale”, ma c’è anche una green etiquette, una sorta di galateo per rispettare l’ambiente, c’è un green marketing per rendere la salvaguardia ambientale una leva commerciale e c’è un decalogo per un ufficio green, dove comportarsi in modo green.
E poi c’è Al Gore. L’ex vicepresidente degli Stati Uniti d’America e Premio Nobel per la Pace nel 2007 ha stilato un proprio decalogo, partendo dal suo presupposto – slogan che dice “Se non sei parte della soluzione, sei parte del problema. Fa la tua parte!”. E per continuare con questo gioco di parole, la “parte” di ciascuno di noi sta nello spegnere lo stand by di qualsiasi apparecchio ne sia provvisto; staccare il carica batteria del cellulare quando non è in uso; spegnere le luci che non servono; scegliere le lampadine a basso consumo; di scegliere la bici, perché non esiste un mezzo più ecologico della bicicletta; utilizzare il treno al posto dell’aereo quando possibile (91% di CO2 in meno); di riciclare carta, plastica, vetro, perché permettono di consumare meno energia; verificare la pressione delle gomme dell’auto per una maggiore sicurezza e per aumentare il numero di chilometri per litro, risparmiando carburante; consumare meno acqua calda; utilizzare lavatrice e lavastoviglie quando sono piene e l’asciugabiancheria quando è davvero necessario; preferire la doccia al bagno, chiudere il rubinetto quando non serve; riciclare gli imballaggi che portiamo a casa dopo la spesa, ma evitare anche di portarci imballaggi inutili; abbassare il termostato dello scaldabagno e regolare il frigo con una temperatura non eccessivamente bassa; piantare un albero, ogni volta che si può, facendo il proprio dono alla natura; mangiare meno carne, scegliere frutta e verdura di stagione, bere acqua del rubinetto…

To choose a right rulebook
We have made thanks to Dr. Gianni Silvestrini, scientific director of the Kyoto Club, a rulebook, like an official programme to use for a correct engagement and a right behaviour to defence the environment. “An interesting proposal – Silvestrini said – but also complex, because there are on the web similar rule books”. We would start analysing the rule books written by WWF and submitted at the candidates at regional elections with the aim to emphasize the importance that every Region has about the environment protection. The requests concern the investment on the nature because it means for us also to invest in wealth, moreover supporting the green economy we could guarantee a future at the new generations. In the rule books, the wwf requests are: to safeguard the natural wealth of the regions, the biodiversities, to prevent the hydro geological instability, to reduce the CO2 emissions, to create the regional strategic plans in order to face the climate changing, to recompense all regions that reduce the wastes. On the web there is also the rue books created by New Scientist press that has proposed new tendencies: to eat more vegetables, to compensate our CO2 emissions checking our ecologic impact on the environment, to reduce the fishing in all the oceans. There is also the poster of sustainable music with ten rules for eco-sustainable events to teach the protection of the environment and the energetic saving with advices of eco-sustainable Christmas. Al Gore the ex-vice president of United States, Nobel prize for the Peace in 2007 has drafted an own rule books starting from his slogan: “If you are a share of solution you are share of problem, so, do your share!”. To do one’s share means: turn off the stand by of any electronic set and the charging phone battery when we don’t use it, turn off the lights when it is not needed, to choose low energy light bulbs, to choose bicycle, the best ecological transport, to use train instead airplane (-91% reduction of CO2), to recycle plastic, paper and glass because they allow us to reduce the energy consumption…

www.kyotoclub.org

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