Terremoto Centro Italia, i Sindaci del cratere delle 4 regioni in assemblea a Roma

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Mangialardi, coordinatore: “Chiediamo la nomina di un commissario con conoscenze tecniche ma che sia un politico. Restiamo uniti”

I Sindaci del cratere delle 4 regioni terremotate Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio si sono dati appuntamento per mercoledì 15 gennaio dalle ore 10.00 nella sala convegni del Pio Sodalizio dei Piceni a Roma. Alla riunione parteciperanno i presidenti delle 4 Anci regionali e sarà presieduta da Maurizio Mangialardi, coordinatore nazionale dei Presidenti delle Anci regionali.

“Se abbiamo un decreto terremoto dedicato al sisma del Centro Italia lo dobbiamo all’azione dell’Anci” – dice Mangialardi. “Lo consideriamo un punto di partenza anche se ridimensionato rispetto alle nostre aspettative e giuste rivendicazioni. Continuiamo a lavorarci contando di poter incidere con i decreti attuativi”.

Nell’assemblea alla quale oltre a Mangialardi, Prsidente di Anci Marche, interverranno Gianguido D’Alberto, Presidente di ANCI Abruzzo, Riccardo Variane, Presidente di ANCI Lazio e Francesco De Rebotti, Presidente di ANCI Umbria si cercherà una sintesi per proseguire il confronto col governo.

“L’incontro – ricorda Mangialardi – parte dal presupposto che il dialogo col Governo è aperto, ed è l’aspetto più positivo, anche se resta viva la necessità che tutti i parlamentari delle 4 regioni terremotate nell’interesse dei cittadini colpiti e indipendentemente dall’appartenenza politica, facciano pressione nell’interesse delle proprie comunità”. 

Tra i nodi al centro dell’Assemblea c’è la questione del Commissario oggi in regime di prorogatio. “Occorre individuare una figura che oltre alla competenza tecnica abbia una visione politica ed amministrativa per far sì che le norme previste nella legge dedicata al sisma del Centro Italia abbiano i giusti decreti attuativi” – chiarisce il Presidente di Anci Marche.

“Non è il momento di dividersi – conclude Mangialardi – e se gli animi sono esasperati le menti devono restare lucide perché le manifestazioni eclatanti il giorno dopo sono già dimenticate. Occorre il lavoro della politica, dell’Anci, nell’interesse delle nostre comunità”.

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