Valorizzazione delle periferie, sinergie fra Comuni, pratiche sostenibili: la ricetta dei Property manager di Case vacanza per vincere la competizione sul turismo

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La community di Hospitality Revolution formula tre proposte indirizzate agli Amministratori delle grandi città italiane per affrontare la competizione delle capitali europee

Maggiore attenzione ai quartieri periferici delle città, incentivazione di buone pratiche in tema di sostenibilità e creazione di sinergie fra Comuni per offrire ai turisti esperienze di viaggio tematiche.
Sono le 3 richieste che la piattaforma di e-learning Hospitatlity Revolution rivolge agli amministratori locali di grandi città italiane dando voce al sentiment della propria community di aspiranti Property Manager di Case vacanza.
Il recente Rapporto sul mercato del lavoro 2022 del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) sostiene che la buona performance dell’economia italiana nel periodo recente è in parte riconducibile alla ripresa delle attività legate al turismo.
Secondo i dati diffusi nei giorni scorsi da Assoturismo-CST, dopo due anni negativi, nel 2022 il turismo in Italia è tornato a crescere registrando quasi 400 milioni di presenze con un boom di turisti stranieri che hanno scelto di visitare soprattutto le città e i centri d’arte. Tuttavia, mette in guardia Hospitality Revolution, è vietato sedersi sugli allori. La concorrenza con le grandi città europee è infatti temibile. Il rapporto annuale pubblicato poche settimane fa da Euromonitor International sulle 100 città più visitate al mondo nel 2022, rivela infatti come Parigi (prima in classifica), Amsterdam (terza) e Madrid (quarta) surclassino Roma, piazzatasi solo al 5° posto, appena sopra Londra. Mentre Milano si aggiudica il 13° posto, preceduta, fra le altre, da Monaco, Berlino, Barcellona, Praga e Lisbona.
«L’Italia è il paese più bello al mondo e le sue città possiedono un patrimonio storico, culturale, paesaggistico, ambientale ed enogastromico che non teme rivali – commenta Angelo Spinalbelli, Direttore di Hospitality Revolution – ma la concorrenza con le capitali europee è spietata. Per aumentare l’attrattività delle nostre città non basta più valorizzare le nostre qualità. Dobbiamo pensare in maniera strategica, effettuando un cambio di marcia che deve partire innanzitutto dalle Amministrazioni locali. Le nostre 3 proposte sono sicuramente un primo passo».
Valorizzare le periferie
Negli ultimi anni, a stagioni alterne, le cronache locali riportano preoccupazioni rispetto all’abbandono dei centri storici delle città da parte dei residenti a favore della creazione di nuovi b&b. Senza entrare nel merito dei numeri reali del fenomeno, va sottolineato come molte case vacanza, soprattutto nelle grandi città, si trovino al contrario nei quartieri cosiddetti periferici rispetto al centro, altamente popolati dai residenti e ricchi di storia, cultura e servizi. Quel che spesso manca è invece l’attenzione delle Amministrazioni locali, che in queste aree non si occupano a sufficienza di pulizia e decoro, traporto urbano, manutenzione di infrastrutture e strade. I quartieri cosiddetti periferici o comunque non centrali sono una risorsa fondamentale per l’attrattività turistica delle città poiché offrono ai viaggiatori il sapore autentico dei luoghi che visitano e per questo costituiscono una risorsa importante anche in ambito turistico sui quali, sostiene Hospitality Revolution, le Amministrazioni locali dovrebbero investire.
Soddisfare la voglia di sostenibilità dei viaggiatori
Un recente rapporto del World Travel & Tourism Council (WTTC) e di Trip.com Group, insieme a Deloitte, rivela un forte interesse dei consumatori per il turismo sostenibile, con il 69% dei viaggiatori che cercano attivamente opzioni di viaggio sostenibili. Si tratta di un’occasione preziosa per le città di attrarre turisti consapevoli e desiderosi di esperienze di viaggio che tutelino l’ambiente. Per questo, secondo la community di Hospitality Revolution, le Amministrazioni locali dovrebbero investire nelle buone pratiche sostenibili, a partire dalla realizzazione di percorsi urbani ciclabili, proseguendo con l’incentivazione dell’utilizzo di veicoli elettrici, con la valorizzazione delle aree verdi e con l’adozione di forme di energia pulita per il funzionamento di una parte dei servizi pubblici e delle gestione di monumenti e siti culturali.
Sinergie turistiche fra le città
L’Italia è il paese dei campanili. Ogni Comune ha storia e tradizioni proprie che difende gelosamente. Ma alla sacrosanta protezione delle peculiarità locali, è tempo di affiancare – secondo la community di Hospitality Revolution – il potenziamento di reali sinergie fra le grandi città grandi e i Comuni più piccoli ad esse vicini. Accordi fra Amministrazioni locali in base ai quali costruire percorsi di viaggio tematici lungo itinerari che percorrono territori omogenei e vicini ma con ricchezze culturali, enograstronomiche e storiche diverse e complementari. Costruire insomma un vero sistema inter-comunale che offra ai turisti l’opportunità di conoscere maggiormente le bellezze italiane e che permetta alle città “minori” di godere dell’appeal delle sorelle maggiori.
Proposte, queste formulate dalla community di Hospitality Revolution, che vogliono essere un suggerimento a sindaci e amministratori per rafforzare l’attrattività delle città italiane. il settore dell’ospitalità nel nostro Paese ha assistito negli ultimi anni a un’espansione del segmento extra alberghiero, per il quale Hospitality Revolution si occupa di formare nuovi Property manager che sappiano gestire immobili privati ad uso ricettivo offrendo a turisti e viaggiatori un servizio e un’esperienza di soggiorno professionali e di qualità. Secondo il centro studi Scenari Immobiliari nel nostro Paese sono 950 mila le abitazioni usate per affitti brevi nel 2022, in crescita sul 2021. Un trend in linea con quello europeo: Airdna, società che raccoglie ed elabora i dati degli annunci di Airbnb oltre a quelli di altre piattaforme di affitti brevi, ha registrato, nel mese di dicembre 2022, un significativo aumento della domanda di affitti brevi in Europa, con una crescita del 26,4% rispetto all’anno precedente e del 10,2% rispetto al 2019. Inoltre, anche le tariffe medie giornaliere hanno registrato uno scarto significativo, con tariffe superiori del 16,6% rispetto al 2021. Risultato: un aumento complessivo dei ricavi per il mercato europeo degli affitti a breve termine.

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