Diritto ad essere informati, processo penale e presunzione di innocenza

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La sezione distrettuale di Ancona dell’ANM in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Ancona e l’Ordine dei Giornalisti delle Marche organizza per lunedì 19 giugno dalle ore 15 nell’aula 1 del 5’ piano del Tribunale di Ancona una tavola rotonda sul tema “Diritto ad essere informati, processo penale e presunzione di innocenza”. Modera l’incontro il dott. Ruggiero Dicuonzo, Sostituto Procuratore della Repubblica e partecipano al dibattito il prof. Glauco Giostra dell’Università La Sapienza di Roma, Luigi Ferrarella giornalista de Il Corriere della Sera, il dott. Andrea Laurino Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona e l’avv. Gianni Marasca, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ancona,

Alla base dell’incontro e del confronto, due articoli scritti dal prof. Giostra sul problema dell’imbrigliamento dell’informazione su tematiche penali. La riforma Cartabia indica la necessità di non esprimere giudizi e affermazioni di colpevolezza nei confronti degli indagati e degli imputati non condannati in via definitiva, per non recare danno alla loro immagine e onorabilità. A tal fine è stato stabilito che la diffusione di notizie sugli atti di indagine compete solo al Procuratore della Repubblica e che possa avvenire “esclusivamente tramite comunicati ufficiali o, nei casi di particolare rilevanza pubblica dei fatti, tramite conferenze stampa”, a cui si può procedere solo “con atto motivato in ordine alle specifiche ragioni di pubblico interesse” che possano giustificarle. Inoltre, si vieta alle autorità pubbliche “di indicare pubblicamente come colpevole la persona sottoposta a indagini o l’imputato fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili”. Con la riforma Cartabia, le decisioni su quali notizie debbano o meno essere rese note alla stampa sono state affidate alla discrezione dei capi delle procure della Repubblica. Prima di questa riforma molte notizie coperte da segreto d’indagine arrivavano ai mezzi d’informazione con molta più facilità, ma oggi per molti giornalisti e cronisti giudiziari le ingessature si traducono in un vero e proprio bavaglio per l’informazione.

“L’obiettivo della tavola rotonda – spiega il dott. Dicuonzo – è un confronto critico a più voci con tutti i rappresentanti delle parti interessate, avvocati, magistrati, giornalisti, docenti per analizzare il fenomeno”.

Per Gianni Marasca, Presidente dell’Ordine degli Avvocati “si tratta di una straordinaria opportunità di approfondire una questione delicata che riguarda non solo l’onorabilità degli imputati ma anche la credibilità del sistema giustizia nel suo complesso”.

 

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