L’impresa sociale, opportunità in tempo di crisi

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Scambiare buone pratiche a sostegno dello spirito imprenditoriale delle imprese sociali e condividere linee d’azione negli appalti pubblici sociali fra regioni d’Europa: questo è il progetto europeo di cooperazione interregionale cofinanziato dal programma Interreg IV C e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). “In un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, la cooperazione sociale assume una funzione strategica, in quanto capace di assicurare occupazione nello specifico settore del no profit e di favorire l’inserimento di persone in difficoltà”.
Per l’assessore regionale al Lavoro, Marco Luchetti, riflettere sui temi delle politiche pubbliche e delle imprese sociali è stata un’occasione importante di confronto con altri Paesi europei, offerta dalla Conferenza intermedia del progetto comunitario PASE, che si è svolta a luglio.
“Sempre più l’impresa sociale va sostenuta affinché sviluppi nuove strade alternative all’economia capitalistica guardando non solo alla crescita del profitto, ma soprattutto alla valorizzazione del lavoro e quindi dell’occupazione. Il progetto – ha precisato l’assessore – mira a rafforzare l’efficacia delle politiche pubbliche regionali nel promuovere e sostenere l’imprenditoria sociale, quale fattore per lo sviluppo economico locale e la competitività territoriale”.
Il progetto, promosso dalla Regione Marche – Servizio Istruzione Formazione e Lavoro, dedica un’attenzione particolare alle tematiche sociali e coinvolge un partenariato di 9 soggetti pubblici, provenienti da 7 Paesi dell'Unione europea. Avviato nel novembre 2008, si concluderà a ottobre 2011.
“La realtà marchigiana – ha continuato Luchetti – si è dimostrata vitale nel rinnovarsi e sviluppare le potenzialità di una formula, quella cooperativa, che permette di creare nuove opportunità lavorative, soprattutto ai giovani, alle donne e a persone con livelli medio alti di istruzione, a dimostrazione che anche un’attività di servizio può essere un modello economico di riferimento che oltre al profitto guarda alla tutela del lavoro. Il contesto di impresa diffusa che caratterizza l’economia della Regione, così come il persistere di una dimensione comunitaria e solidale che connota la società civile e istituzionale, hanno favorito l’individuazione della forma cooperativa come lo strumento efficace per affrontare i problemi di inclusione lavorativa”.
Alla conferenza sono intervenuti Hervé Plisson (Mission “Regional Plan for Employment” Provence – Alpes – Côte d'Azur Region) e Franco Dalla Mura (avvocato amministrativista, esperto in politiche sociali su Funzione sociale e imprese sociali), i quali hanno evidenziato che per contribuire alla ripresa economica e all’occupazione, le imprese sociali e le organizzazioni sociali e no profit devono poter esprimere a pieno titolo le proprie potenzialità di condivisione delle responsabilità pubbliche e perseguire in maniera efficace una missione di interesse generale.
“Non si tratta – ha detto Dalla Mura – di contrarre la funzione sociale “privatizzandola”, ma di cooptare le formazioni sociali nel suo esercizio”.
La Regione Marche, da parte sua, è stata capace di creare un contesto attento a ridurre i pericoli di una cooperazione non autentica e poco affidabile.
“Ciò – ha affermato Luchetti – è stato possibile anche grazie al ruolo svolto dalle associazioni e dalla Regione nel favorire la crescita qualitativa del sistema. Il confronto tra buone pratiche con altri Paesi ci induce a sperare in una ulteriore crescita dal punto di vista qualitativo e dei risultati”.
Le Marche, come ha spiegato il dirigente dei Servizio Istruzione Formazione e Lavoro, Mauro Terzoni, hanno una lunga esperienza nel promuovere l’imprenditorialità sociale. Lo sviluppo dell’impresa sociale in un momento di crisi è ancora più importante per sostenere le imprese che, pur svolgendo un’attività prevalentemente orientata all’interesse sociale, di fatto concorrono in maniera efficace alla produzione di beni e soprattutto impiegano persone che avrebbero grosse difficoltà a collocarsi in altre aziende.
“Le pubbliche amministrazioni – ha concluso Luchetti – devono sostenere questo terzo settore, rafforzando l’efficacia delle politiche pubbliche regionali e locali di welfare a favore dell’imprenditoria sociale, aumentando la capacità di individuare i fabbisogni dell’economia sociale e dando più vigore all’economia sociale, con il trasferimento di buone pratiche dai territori dove sono già stati raggiunti risultati tangibili e misurabili in termini di supporto alle imprese sociali a Paesi con meno esperienza”.

Social enterprise, chance in time of crisis
To exchange the right actions in order to support the entrepreneurial spirit of the social enterprises and to share actions in the social public contracts between European regions: this is the European interregional plan of cooperation co-financed by Interreg IV C program and the European Regional Development Fund (ERDF). The project, promoted by Marches Region – Servizio Istruzione Formazione e Lavoro, gives a special attention to the social themes and involves a partnership of 9 public institutions, coming from 7 European Union countries. Started on November 2008, it will be concluded on October 2011. “The Marches reality – Luchetti has asserted – has been very important renewing itself and developing the potentialities of a cooperative formula, that allows to create new job chance, above all towards the younger.
The communitarian and supportive dimension, that characterizes the civil and institutional society, has favourite the creation of the cooperative form like the effective instrument in order to face the problems of job inclusion”.
At the meeting have taken part: Hervé Plisson (Mission “Regional Plan for Employment” Provence – Alpes are taken part – Côte d' Azur Region) and Franco Dalla Mura (administrative lawyer expert in the social policies about social function and social enterprises), they have underlined that in order to contribute at the economic resumption and occupation, the social enterprises and the social no profit organizations must to be able to express own potentialities sharing the public responsibilities and to pursue in efficient way a mission of general interest. “Public Administration – Luchetti concluded – must support this third sector, strengthening the effectiveness of the regional and local public policies of welfare in favour of the social entrepreneurship, increasing the ability to localize the requirements of the social economy and giving more force at the social economy”.

www.istruzioneformazionelavoro.marche.it

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