Imu ridotta le centro storico, la Cna: buona misura, ma andava estesa alle periferie

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«Bene la riduzione decisa dalla giunta comunale di Chieti sulla riduzione dell’aliquota Imu per le attività produttive insediate all’interno del centro storico. Ma a nostro giudizio andava fatto un passo in avanti per individuare, nella città, altre aree da sottoporre a riduzione». Lo afferma il direttore della Cna di Chieti, Letizia Scastiglia, in risposta alla lettera che il Primo cittadino, Umberto Di Primio, le ha inviato nelle scorse settimane per comunicare la scelta di riduzione della aliquota; scelta poi ratificata dal consiglio comunale. «Prendiamo atto – osserva Scastiglia – che l’amministrazione ha rispettato alcuni degli impegni che aveva assunto nei nostri confronti in occasione dell’Imu Day dello scorso ottobre. Tuttavia, a nostro giudizio, e in presenza di una crisi che non sembra allentare la sua presa soprattutto sulle micro-imprese, crediamo che l’area delle riduzioni dell’Imu sulle attività produttive avrebbe dovuto abbracciare una platea più vasta. Quale? Ad esempio, le attività artigianali dello Scalo e della periferia, che vivono un’obiettiva condizione di svantaggio». «Questo non vuol dire che la misura a favore delle imprese insediate nel centro storico non ci vada bene – conclude – e crediamo che possa contribuire a frenare quel fenomeno di spopolamento che abbiamo più volte denunciato, relativamente alle attività artigianali e commerciali. Ma crisi e pressione fiscale non fanno distinzioni: speriamo ora che qualche ritocco possa essere apportato il prossimo anno».

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