Porto di La Spezia: l’identikit del nuovo presidente

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Di fronte a una accelerazione della riforma portuale e delle nomine, la Community portuale spezzina lancia una sua proposta di identikit per la eventuale successione al vertice della Autorità portuale di sistema. Un Presidente che sia espressione dello spirito-La Spezia; che sia in grado di compattare istituzioni e operatori su un obiettivo comune, che conosca il porto e il settore, che sia autorevole ma al tempo stesso “coraggioso” a sufficienza per rilanciare il modello spezzino in una chiave di rapido sviluppo; un presidente che abbia anche la capacità e la conoscenza dei meccanismi amministrativi in modo da evitare lungaggini inutili e pretestuose e sappia distinguere la funzione pubblica di promozione e controllo da quella privata rappresentata dalle attività commerciali di impresa.

Nella prospettiva di una accelerazione della riforma portuale e quindi delle scelte di governance dei porti, e nel caso di un avvicendamento obbligato nei maggiori porti, è questo il sintesi l’identikit per il presidente della nuova Autorità portuale di sistema che la community portuale attraverso La Spezia Port Service lancia oggi con l’obiettivo preciso di scongiurare in anticipo, se ve ne fosse la volontà, derive lottizzatorie/politiche che “il porto, per le sue caratteristiche originali, per la sua storia di successo e per la sua capacità di cogliere in anticipo le trasformazioni dei mercati, non si può permettere”.

Se si porrà in tempi tutti da valutare il problema di un avvicendamento al vertice dell’AP e quindi di una nomina per l’Autorità di sistema, la qualità della scelta e i criteri che a questa scelta presiederanno, diventano strategicamente determinanti per il futuro del porto.

Se l’integrazione di Marina di Carrara non sembra suscitare particolari preoccupazioni, i nodi che il nuovo presidente sarà chiamato a sciogliere a La Spezia sono molteplici e tutti determinanti. Il porto è chiamato a ridefinire la sua mission strategica nei container, ma anche a fissare le linee guida per il suo sviluppo in altri settori, come quello delle rinfuse, dei ferries/autostrade del mare, delle crociere e della nautica da diporto.

Il porto – sottolinea La Spezia Port service – dovrà compiere scelte precise e coraggiose per quanto attiene temi come le riparazioni navali, l’utilizzo coordinato con le altre istituzioni degli spazi retro-portuali (in primis Santo Stefano Magra), le connessioni e le alleanze logistiche-.
Il nuovo presidente dovrà quindi aver ben chiara davanti agli occhi la situazione di un porto che è sulla linea del fronte della competizione internazionale e che ha sempre vinto le sue battaglie giocando in anticipo, non cavalcando bensí determinando il cambiamento.

Difficilmente anche un tecnico e (ancora meno un burocrate o un politico a caccia di poltrone) che fosse “paracadutato” su La Spezia, potrebbe prendere in mano questa macchina complessa. Macchina che richiede uno sforzo coeso di tutte le componenti del porto per la realizzazione di un numero limitato, ma essenziale di obiettivi e quindi la firma di un nuovo patto sul e per il porto.

L’attuale stagnazione dei traffici dopo anni e anni di crescita (anche quando porti concorrenti erano in crisi) conferma che i tempi per una scelta sono stretti. Sappiamo che fretta e qualità delle decisioni spesso non si conciliano. Crediamo tuttavia che sia dovere preciso della Community mettersi a disposizione del ministro, del governo e della Regione Liguria, per una consultazione anche informale che sia utile per tutti, governo in primis, ad assumere decisioni di cui non pentirsi. 

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