“Luce acqua vento”, l’arte della Capodiferro di scena a Venezia

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Sarà il prestigioso spazio della “Schola dell’Arte dei Tiraoro e Battioro”, a Venezia, ad ospitare dal 7 ottobre al 6 novembre prossimo una mostra della pittrice teatina Gabriella Capodiferro. “Luce acqua vento” è il titolo della personale – curata da un nome di grande rilievo nel panorama della critica d’arte italiana, come Enzo Di Martino – che proporrà nello spazio espositivo che sorge in Campo San Stae, sul Canal Grande, alcune delle produzioni più significative degli ultimi anni. La scelta della città lagunare non è casuale: proprio lì, infatti, la Capodiferro ha vissuto importanti momenti formativi giovanili all’interno della locale Accademia di Belle Arti, sotto la guida di un grande maestro come Bruno Saetti, ed in cui ha già dato vita nel passato a mostre personali e collettive. Nell’opera di Gabriella Capodiferro – scrive il curatore della mostra presentando l’evento – appare evidente che la pittura non è semplicemente il linguaggio della rappresentazione ma, nella sua straordinaria autonomia formale ed espressiva, può essere invece la pura rappresentazione di sé stessa. L’artista, infatti, mette in atto una sua personale strategia all’interno della quale i pretesti ideativi – nel suo caso, in modo solo evocativo, anche la figura e la natura – si equivalgono e dichiarano di essere, per l’appunto, puri e semplici pretesti visivi». «Come tutti gli artisti del nostro tempo – prosegue Di Martino, che in passato ha curato tra gli altri mostre di Morandi, De Pisis, Vedova, Turcato, Paladino, Sassu, solo per citare alcuni dei nomi più significati dell’arte contemporanea italiana – Gabriella Capodiferro vive con avvertita consapevolezza le molte tensioni e i numerosi conflitti che percorrono il mondo, avvertendo dunque la fragilità e l’instabilità delle possibilità espressive dell’arte contemporanea. Ma è inevitabilmente ad essa che ancora crede, come ad una personale religione dell’anima, ed alla quale affida la sua stessa probabilità esistenziale».
Le opere presentate a Venezia – in tutto una trentina – dal punto di vista tecnico descrivono l’evoluzione della Capodiferro, che ha affiancato alla pittura ad olio, sempre ben presente nei suoi lavori fin alla metà degli anni ’80, l’utilizzo di una tecnica mista su tela caratterizzata dalla l’originalità delle soluzioni espressive tramite stratigrafie: pigmenti puri, collages, decollages, pastello, olio ed acrilico, sempre su tela.

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