L’arte della Messora protagonista da Garofoli

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Che cosa significa essere artista nel mondo globale? Cristina Messora è la figura perfetta per rispondere a questo interrogativo. Modenese, studi artistici a Bologna, viaggi in diverse città italiana, ma con uno studio nella tranquilla Polverigi, in mezzo alla campagna. Parigi rappresenta la sua aspirazione perché la pittrice si è avvicinata alla recitazione e al teatro, forse con qualche ambizione per le rappresentazioni nelle gradi capitali. Cristina Messora è eclettica: pittrice di formazione e per vocazione, disegnatrice e costumista per necessità espressiva, fin dall’inizio della sua carriera artistica. Cerca lo straniamento nella realtà quotidiana, l’evento che turba la normalità, il paradosso che si cela dietro il caso. La Casa Vinicola Garofoli a dedica a Cristina Messora una mostra retrospettiva, curata da Andrea Carnevali, dal titolo “Le distanze tra i filari”, fino al 29 aprile, in virtù del suo interesse per le Marche. Venti opere raccontano le sue emozioni. Il percorso espositivo si snoda in tre sezioni: "Les distances entre les rangées" sono esposti lavori su carta in cui il paesaggio collinare marchigiano e della pianura lombarda, luoghi in cui ha vissuto l’artista – astratti per mezzo del segno e del colore – che raccontano i momenti felici dell’infanzia come il gioco all'aria aperta con gli amici. La natura delle valli marchigiane e della Brianza rappresenta il primo della distanza sia geografica sia dei ricordi che riaffiorano dal passato. I quadri esposti nel salone dei ricevimenti, da titolo “Histoires sur papier”, della collezione privata dell’artista, vogliono raccontare, attraverso colori e segni neri impressi sulla tela, un periodo della sua vita lontano. E infine la “Une promenade entre les vignobles”, rievoca l’immagine di protezione dei filari grazie a tanti fili di lane dalle diverse nuances bordeaux e vinaccia perché tutto intorno c’è uno spazio grande con tanti ettari di terra in cui è difficile nascondersi. Il percorso si conclude con un'opera “Ombre e rumori” che esalta i colori e l'emozione delle corse tra i filari nel momento del tramonto quando si fa buio e si accendono le luci.
La mostra non si limita, infatti, a presentare al pubblico alcuni dipinti della nuova collezione, ma invita gli ospiti, gli amici e gli estimatori ad ammirare, anche, gli spazi espositivi. I lavori su carta sono esempi interessanti di dipinti realizzati con una tecnica pittorica che si avvicina all’incisione per la profondità del segno nero sulla superficie del quadro.

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