Arte contemporanea in grande salute Salgono quotazioni e contrattazioni

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Le tre tradizionali aste di primavera, quelle di Christie’s, Phillips e di Sotheby’s, hanno fornito un’indicazione inequivocabile: il mercato dell’arte contemporanea è tornato a crescere sia come quotazioni che come volume di contrattazioni che registrano un tasso di sviluppo compreso fra il 23,1% delle edizioni diurne e il 27,9% delle evening sales. Rispettivamente day sales e evening sales hanno raggiunto rispettivamente volumi di affari di 152 e 757 milioni, in netto rialzo rispetto alle vendite battute nelle corrispondenti sessioni di aste della primavera 2016, ma anche rispetto alle aste di fine anno. Complessivamente, a New York, in un mese sono passate di mano opere per un valore complessivo superiore ai 2 miliardi di dollari incluso il Jean-Michel Basquiat venduto per 110.5 milioni. Ma non sono solo i numeri a testimoniare un recupero di vivacità del mercato dell’arte contemporanea e post-bellica nel mondo. Secondo il parere di Adriano Alessio Sala, senior consultant di Art51, società svizzera specializzata nell’analisi delle transazioni nel mercato dell’arte, nelle verifiche di autenticità, ma anche nella correttezza delle procedure amministrative e legali, altri fenomeni stanno modificando in modo radicale gli assetti consolidati del mercato.
“Se le recenti aste delle tre majors dell’arte a New York – afferma Sala – hanno visto vendite su livelli di prezzi decisamente alti, si profila un fenomeno in atto di allargamento delle fasce di possibili compratori, con un valore medio dei lotti battuti e aggiudicati che si aggira sui 100.000 dollari”. “Se fino a poco tempo addietro – aggiunge Sala – il mercato tendeva a polarizzarsi su ristrette tipologie di utenza con grandi compratori concentrati in aree come il Medio Oriente, la Russia, gli Stati Uniti e la Cina, oggi si potrebbe sostenere che il mercato si sta democratizzando e che anche fasce medio alte si affacciano con sempre maggiore convinzione al mercato dell’arte specialmente come investimento alternativo”
Fra i newcomer si segnalano – secondo una analisi di Art51 – in particolare i compratori e i collezionisti indiani.
Forti interrogativi si concentrano anche sul ruolo crescente di Fondi di investimento e sulla voglia malcelata di altri soggetti finanziari, come asset manager, di indirizzare investitori verso il mercato, talvolta anche per assecondare le esigenze dei propri clienti, maturate a seguito del sempre crescente interesse per la redditività del mercato dell’arte.
Per quanto riguarda gli artisti e le opere, un focus particolare e quotazioni in salita verticale per artisti come Jean-Michel Basquiat e Christopher Wool, e per correnti come la pop art, principalmente americana.

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