Porto di Trieste, lo scalo diventa eco-sostenibile

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Elettrificazione anche dei mezzi che lavorano all’interno del porto , non solo short connection per le navi, perché dal porto può venire la possibilità di servire la città e non solo di farsi supportare da essa. Questa l’opinione di Paolo Perani della federazione nazionale Imprese elettrotecniche ed elettriche.

Invece a Giorgio Sulligoi, dell’Università di Trieste, il compito di parlare del progetto pilota per il Porto di Trieste illustrando lo studio fatto per l’implementazione del cold ironing, uno studio che ha portato all’elaborazione di una infrastrutturazione elettrica delle banchine il cui realizzo evidenzia ricadute vantaggiose per la salute dei cittadini e per l’ambiente che non possono essere ignorate.

Ecco che lo studio ha tenuto conto dei costi di installazione, ambientali, di gestione e non da ultimo per gli armatori. Infatti il progetto – ha detto Sulligoi -, dato il notevole risvolto economico, impone una sinergia tra tutti i soggetti interessati, le istituzioni ma anche gli armatori, il cui coinvolgimento è necessario per l’avvio della sperimentazione in area vasta lungo la rotta Trieste-Turchia. Perché questo non è il primo progetto di infrastrutturazione elettrica, ma il primo che vuole incrociare le esigenze degli enti pubblici e dei cittadini con quelle degli armatori.

L’ormeggio standard di una nave – è così stato spiegato – è una attività molto inquinante; il cold ironing, cioè fornire alla nave la rete elettrica del porto tramite connessione a terra, potrebbe essere una soluzione concreta ed efficace.

Sulligoi è quindi passato a una riflessione sui punti di forza e di debolezza, sulle opportunità e sulle minacce che caratterizzano il Porto di Trieste, dall’essere uno scalo importante con un buon pescaggio ma dai costi elevati per la elettrificazione delle infrastrutture, dal poter contare su importanti fondi europei ma non molti fondi nazionali. E ha concluso accennando alle necessità e alle sfide del Porto Nuovo, per il quale si auspica una infrastrutturazione non solo del terminal ma di una area più vasta. A breve – ha reso noto infine – si farà partire un progetto pilota coinvolgendo i traghetti, navi non piccole ma non così grandi da causare appesantimenti sulla rete elettrica (di cui comunque va pensato uno sviluppo) e che hanno la caratteristica di avere orari e tratte precisi.

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