Loccioni: i valori dell’impresa sociale

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Esattamente 50 anni fa, nel 1968, Enrico Loccioni e sua moglie Graziella Rebichini fondavano una realtà imprenditoriale improntata ai valori dell’umanesimo – fiducia, amicizia, bellezza, facendone un esempio di impresa civile.
Marzo è il mese dedicato all’impronta culturale che Graziella ha lasciato nell’impresa di famiglia. Attraverso un calendario di eventi pensati per i collaboratori e le loro famiglie, tutta questa comunità di lavoro condivide i valori che sono alla base della propria identità e ne declina la missione al futuro.
Stefano Zamagni, economista e professore presso l’Università di Bologna, ha aperto con una sua testimonianza il Marzo Loccioni, sottolineando la vicinanza dell’impresa marchigiana al paradigma dell’economia civile, secondo cui l’impresa è un bene sociale che contribuisce a determinare la pubblica felicità, vale a dire il grado di benessere e soddisfazione di una comunità e un territorio interi. Secondo Zamagni l’impresa civile favorisce l’economia del dono, ovvero lo scambio basato sulla fiducia e dunque anche la circolazione di conoscenze tacite, non codificate, che sono il capitale più prezioso delle imprese moderne.
Fiducia, amicizia civile, bellezza. Questi elementi intangibili possono quindi determinare il successo di un modello imprenditoriale che va oltre il business is business, la netta separazione tra lavoro e vita professata dagli anglosassoni. Su queste matrici si basa lo stile imprenditoriale Loccioni, che è la sintesi di due sensibilità complementari: Enrico l’innovatore, il visionario e Graziella la concreta, attenta esperta di numeri.
Due anime diverse dell’impresa, in un continuo dibattito costruttivo, ma sempre unite sui valori fondamentali: il cliente al centro, la fiducia, la diffusione della conoscenza, l’impegno sociale e ambientale, e, primo tra tutti, l’attenzione alla persona e la creazione di una famiglia allargata che comprenda tutti i collaboratori.
Al benessere dei “suoi ragazzi” – così si è sempre rivolta ai collaboratori dell’impresa – Graziella ha sempre riservato un’attenzione particolare; non c’è persona che non ricordi un gesto della Signora Loccioni, una sorpresa inaspettata in un periodo di particolare stress o una domanda su come crescevano i bambini, a casa.
Questo spirito familiare voluto da Graziella vedrà la sua massima espressione domenica 25 marzo, quando lungo i 2 km di futuro®, la pista ciclabile risultato del progetto di messa in sicurezza e valorizzazione del fiume Esino, i collaboratori e le loro famiglie daranno vita alla Family Run, una mattinata all’aria aperta tra corse, giochi per bambini e bontà culinarie del territorio.
Il calendario del Marzo Loccioni prevede inoltre la testimonianza del regista Pupi Avati, che racconterà aneddoti e storie di 50 anni di cinema italiano e la Santa Messa che il Cardinale Menichelli celebrerà di prima mattina nel cuore dell’impresa.
Infine, un momento speciale in cui Enrico Loccioni ripercorrerà gli ultimi cinquant’anni dell’impresa attraverso i luoghi, i loghi e le e persone che ne hanno fatto la storia. Uno sguardo al passato che alimenta il futuro; i prossimi 50 anni che da queste parti hanno già iniziato a immaginare con un progetto visionario che coinvolge tutti – collaboratori, clienti, partner, territorio – e guarda al 2068, con l’obiettivo di lasciare meglio di come si è trovato.