Porto di Trieste, nuove opportunità per agroalimentare e turismo

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Dopo l’accordo tra l’Autorità portuale e la
compagnia cinese China Communication Construction Company – CCCC
per lo sviluppo della logistica verso la Cina e il centro Europa,
il Memorandum di intesa Italia – Cina per la Nuova via della Seta
potrà portare al Friuli Venezia Giulia opportunità per il settore
agroalimentare e per il turismo.

È quanto ha sostenuto il governatore della Regione intervenendo
al dibattito organizzato dal Far East Film Festival
al cinema Centrale, a cui hanno preso parte anche il
sottosegretario allo Sviluppo economico, il presidente della
Camera di Commercio Pordenone-Udine, il presidente dell’Unione
industriali Pordenone, la presidente di Confindustria Udine e i
giornalisti Pio d’Emilia, Andrew Spannaus, Nico Piro e Omar
Monestier.

Per la Regione, il Friuli Venezia Giulia è stato in grado di
sfruttare le opportunità con un accordo chiaro che circoscrive le
legittime preoccupazioni verso gli investimenti strutturali in
corso da parte della Cina poiché si muove all’interno della
normativa europea e poiché – nel caso specifico dei porti – non
consente agli investitori cinesi di subentrare, nemmeno con quote
di minoranza, all’interno della proprietà pubblica portuale.

Entro un perimetro di regole chiare, il Friuli Venezia Giulia può
offrire un sistema logistico retroportuale che va da Gorizia a
Pordenone, passando per Cervignano del Friuli, per aprirsi poi ad
una partnership con la vicina Carinzia (tema questo già inserito
nell’agenda del governo regionale). Oltre a ciò, si aprono
prospettive di export per i prodotti agroalimentari, nonché per
l’offerta turistica, entrambi inseriti tra i principali interessi
della nuova classe media cinese.

In questa direzione si muove anche il Ministero dello Sviluppo
economico che ha fissato l’obiettivo di aumentare di 7 miliardi
l’export italiano verso la Cina (oggi l’export Italia – Cina vale
13 miliardi di euro). Nel 2018 l’export italiano è aumentato del
3%, con un incremento percentuale molto arretrato rispetto a Usa
e Giappone (+20%) o India (+11%).

Per il Friuli Venezia Giulia la bilancia commerciale con la Cina
ha un saldo negativo di 218 milioni di euro (con un export di 357
milioni), mentre gli Stati Uniti si confermano il primo partner
commerciale con 2,2 miliardi. Cifre su cui potrebbe incidere
positivamente il turismo a patto di inserire – questa la visione
del Mise – la nostra regione nella promozione del Nordest
italiano assieme a Veneto, Trentino Alto Adige e Emilia Romagna.
Dal Mise è giunta anche la proposta di veicolare la promozione
del territorio attraverso video accessibili da QR-code posti
sulle etichette delle bottiglie di vino: un’operazione di
marketing tanto più efficace quanto più i produttori sapranno
fare sistema.

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