Marche, nasce la Shoes Valley, progetto plurale e di marketing territoriale

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Così la calzatura diventa ambasciatrice di tutta la regione

C’è un deciso cambio di passo nel distretto marchigiano della calzatura, che in occasione del Micam di Milano –  per i produttori del settore  il più importante evento fieristico internazionale – lancia la Shoes Valley, un progetto di marketing territoriale di ampio respiro  che ha l’obiettivo di mettere in rete tutti gli attori del comparto,  non solo i calzaturieri. “La manifattura delle Marche ha una caratteristica indelebile – ha spiegato Gino Sabatini, Presidente della Camera di Commercio ovvero sa produrre cose belle e di qualità, nel rispetto dell’ambiente e profondamente radicate nel territorio. È un ‘sapere far bene’, che dalla calzatura si diffonde a tutti i settori dell’economia regionale ed è nel dna dei marchigiani”.

Quello che sta per nascere è un hub che aggrega eccellenzeha spiegato Gabriele Micozzi, docente di marketing e comunicazione alla Politecnica delle Marche un luogo di contaminazione per progetti futuri, anche tecnologici, in grado di accompagnare le aziende nel loro business e nei processi di sviluppo. Un ruolo strategico in questo progetto lo avranno le attività di formazione e i rapporti con le scuole e i centri di competenza, anche quelli internazionali”.

Sul fronte delle risorse economiche a disposizione, esiste un impegno iniziale della Camera di Commercio delle Marche e del sistema delle associazioni di categoria che hanno sensibilizzato anche la Regione Marche perché investa in un progetto che ben si inserisce nelle strategie di promozione del territorio, tant’è che si sta pensando a una presenza del progetto anche alla prossima edizione della Bit a Milano”.

Il nostro vuol essere un progetto inclusivoha spiegato Salina Ferretti, Presidente dei calzaturieri di Confindustria Macerata che parte dalla forza di un distretto che ha le caratteristiche di filiera completa: si entra con un’idea di prodotto e si esce con il prodotto finito, che ovviamente siamo in grado di spedire in tutto il mondo. Tutto questo con una flessibilità e una rapidità che si sommano alla qualità, dei processi e dei prodotti, e ci rendono competitivi nel servizio”. Sono quattro i principali destinatari della Shoes Valley: gli investitori e le griffe che cercano partner produttivi tra 1.800 aziende attive nel distretto, i buyer, i consumatori e, soprattutto i turisti dello shopping “ai quali vorremmo offrire uno spazio commerciale dedicato, dove riunire i tanti outlet dislocati sul territorio” valorizzando così anche i settori collegati alla calzatura, come tutto il sistema della moda, l’artigianato artistico e l’agroalimentare di qualità.

La Shoes Valley non avrà un vero e proprio confine – ha aggiunto il Presidente dei calzaturieri di Confindustria Centro Adriatico, Valentino Fenniperché vogliamo invitare i nostri interlocutori a venire nelle Marche, partendo dalla valorizzazione delle competenze del distretto calzaturiero”. “Questo progetto si affianca alle strategie di breve periodo e ha l’ambizione di guardare anche all’interno del nostro sistema imprenditoriale – ha sottolineato – perché si integra dentro un piano di azioni capaci di sostenere le aziende, ad esempio aiutandole a qualificarsi e a saper presentare sempre meglio i propri prodotti, ma sempre nell’ambito della rete”.

Non a caso, accanto alle associazioni industriali sono pienamente coinvolte anche quelle dell’artigianato. “La Shoes Valley darà forza e visibilità anche a decine di piccole aziende come tacchifici, solettifici, accessoristiha sottolineato Giammarco Ferranti, responsabile Federmoda di Cna Fermo

-Macerata -, che saranno inserite in un contesto più solido e di dimensione internazionale, capace di creare le premesse per uno sviluppo del loro business”. Secondo Simone Del Gatto, Presidente dei calzaturieri di Confartigianato Macerata, “c’è un’intera comunità con una sua preziosa identità della quale siamo orgogliosi e che si può riconoscere nella Shoes Valley, un ecosistema fatto di competenze e conoscenze, ma anche di una realtà, le Marche, dove la qualità della vita è un valore aggiunto che dobbiamo avere la forza di promuovere”.

 

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