Rilanciare l’edilizia nella fase 2 dopo il lockdown

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Per rilanciare l’edilizia nella fase 2 dopo il lockdown, il Governo vuole rinforzare ecobonus e sismabonus, con percentuali di detrazione che potrebbero salire al 110%, un allungamento dell’orizzonte temporale per usufruire degli incentivi e altre liberalizzazioni pensate per massimizzare il ricorso ai lavori di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici, come il potenziamento dello sconto in fattura e la cessione del credito alle banche. I partner del progetto europeo A2E Alpi Efficienza Energetica, per Interreg Alcotra, a partire da Uncem, accolgono con favore questa proposta che concretizza un appello fatto in diverse occasioni negli incontri del progetto stesso. Più volte, A2E ha ribadito, incontrando gli Amministratori locali, la necessità di potenziare i bonus fiscali per le ristrutturazioni, reale necessità per un sistema edilizio che ha bisogno di crescere e rafforzarsi. Così si dà sostanza al Green New Deal e anche alle opportunità sancite da Fondazione Symbola, ad esempio, insieme a Uncem, nel “Manifesto di Assisi”, per “un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica”. E anche nella “Piattaforma Montagna” elaborata da Uncem. Ripartire dalla rivitalizzazione del patrimonio edilizio esistente è fondamentale e ogni incentivo agevola percorsi virtuosi.

 

Il Governo sta dunque mettendo a punto una maggiorazione della detrazione fino al 110% sia per gli interventi di efficientamento energetico sia per quelli di messa in sicurezza antisismica. Oggi con l’ecobonus si può arrivare ad ottenere un rimborso del 75% in dieci anni e con il sismabonus un rimborso dell’85% in cinque anni. Ecobonus e sismabonus dovrebbero essere allineati non solo per la percentuale di detrazione, ma anche per la scadenza, che dovrebbe essere fissata al 31 dicembre 2021, e per i tempi di rimborso, che saranno di 5 anni. La detrazione del 110% sarà riconosciuta ai contribuenti che sostengono le spese per la realizzazione dei lavori. Con l’ecobonus – ricordiamo – sono agevolabili: riqualificazione energetica dell’involucro edilizio, sostituzione di finestre e infissi, pannelli solari, schermature solari, caldaie a condensazione, scaldacqua a pompa di calore, micro-cogeneratori, caldaie a biomasse. Il sismabonus, invece, si applica agli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici situati in zona sismica 1, 2 e 3 al fine di migliorarne la classe di rischio sismico. In alternativa alla detrazione vera e propria, i contribuenti privi della liquidità necessaria potranno optare per lo sconto immediato in fattura: il fornitore anticiperà, sotto forma di sconto, il 100% del costo dei lavori ma riceverà un credito di imposta pari al 110%.

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