Spiaggia Bonetti e assicurazione, l’opinione di Mauro Cantarini

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L’incendio che ha distrutto Spiaggia Bonetti ha colpito al cuore non solo la famiglia Bonetti ma tutti coloro che frequentano Portonovo e amano quello splendido versante della costa. Mauro Cantarini, assicuratore di Jesi e frequentatore della baia, fa il punto sugli effetti di tale fatalità. «Quando accadono questi avvenimenti – dice Cantarini – la prima fase è quella dello sconforto ma un attimo dopo la domanda è: ora che succede?>>. «Non conosco il caso specifico – spiega – ma le polizze base contro i danni da incendio sono solitamente ben strutturate coprendo sia il fabbricato che il contenuto che le merci, offrono tante garanzie e ben tutelano il capitale assicurato se correttamente stimato in fase di stipula».

Di certo l’incendio di una struttura, civile, artigianale, commerciale o industriale sembra un evento che non possa più accadere in virtù delle attuali normative sulla sicurezza degli impianti e invece purtroppo accade ancora fin troppo frequentemente.

«In casi gravi come quello di Bonetti – spiega Cantarini – risulta fondamentale avere una copertura assicurativa incendio ben strutturata non solo nelle somme garantite ma soprattutto nelle garanzie estensive e nei servizi abbinati».

I problemi sono i tempi di liquidazione. «Se non viene accertato il dolo – insiste l’assicuratore – sono relativamente brevi, diciamo 4-6 mesi dalla data dell’accadimento passati i tempi tecnici per fare accertamenti, perizie e chiudere la trattativa risarcitoria ma, per dare maggiore tranquillità al cliente, esistono clausole estensive denominata “Anticipo indennizzi” che consente a chi ha subito la distruzione, di vedersi anticipato velocemente un 50%. dell’ipotetico indennizzo così da disporre velocemente di una discreta liquidità».

Cantarini poi spiega che esistono altre tipologie di tutele come il “Rimborso spese perito di parte” che consente all’assicurato di essere affiancato da un suo professionista per la stima del danno senza dover sostenerne le spese. Inoltre risulta fondamentale aver inserito un servizio di assistenza fornito da società altamente specializzate che in caso di grave danno intervengono gratuitamente per rimuovere le macerie, smaltirle in sicurezza, decontaminare l’ambiente e far ripartire l’attività il più velocemente possibile organizzando e pianificando la ricostruzione.

«Gli aspetti umani, come in questo caso, non vanno sottovalutati – insiste Mauro Cantarini – perché se è fondamentale vedersi risarcito il danno, per l’imprenditore risulta vitale ripartire il più presto possibile in quanto, durante il periodo di fermo, subisce un doppio danno».

Il danneggiato infatti continua a sostenere costi insopprimibili e non ha fatturato. «Per tutelarsi esistono delle formule assicurative chiamate “danni indiretti” che supportano il cliente per il mancato incasso sotto diverse formule, come fossero una polizza infortuni dell’attività, che vanno dalla semplice “diaria giornaliera” alla “maggiori spese” alla formula più completa “loss profit” che garantisce in toto il mancato guadagno durante il periodo di forzata inattività.

«Queste formule di garanzie danni indiretti – conclude – sono poco conosciute, purtroppo poco commercializzate, ma spesso risultano fondamentali perché l’indennizzo del danno diretto potrebbe arrivare troppo tardi rispetto le esigenze di sussistenza di un’attività». «Il costo di queste garanzie risulta molto più abbordabile di quanto si possa pensare o credere e mi auguro che l’imprenditore Bonetti abbia accesso e supporto da tutte queste garanzie» – sono le parole di Mauro Cantarini.

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