Buona la prima per MARche Tasting, il Verdicchio dei Castelli di Jesi ammalia e stupisce

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Buona la prima per MARche Tasting il primo di una serie d’incontri organizzati dall’IMT Istituto di Tutela Vini in diretta streaming dallo Studio Marche a Palazzo Baleani di Jesi. La prima puntata non poteva che essere dedicata al Verdicchio, nello specifico a quello dei Castelli di Jesi. Il campione dei vini autoctoni marchigiani, accompagnato da un’eccellente rappresentanza di produttori (Casa vinicola Piersanti, Pievalta Azienda Agricola- Viticoltura Biodinamica, Tenuta Di Tavignano, Tenuta Musone – Colognola, Umani Ronchi e CasalFarneto) sotto la direzione di Alberto Mazzoni, ammalia e stupisce giornalisti di settore e Food & Wine blogger del bel Paese. Tanti i temi trattati dalla vigna al prodotto, passando per il sistema di distribuzione GDO e Ho.Re.Ca., senza dimenticare le questioni relative più alla cronaca e come queste hanno e stanno modificando le abitudini dei consumatori. “Dati alla mano – ha rilevato Alberto Mazzoni direttore dell’IMT – il Verdicchio rimane il vino bianco fermo più premiato dalle guide italiane, il difficile momento che stiamo vivendo sicuramente ha cambiato molte delle nostre abitudini, ma sul vino vi è da fare una riflessione ponderata e scevra dal pathos del momento. Un vino come il Verdicchio con una forte propensione all’export ha tenuto “botta” a questa incredibile crisi, ma vi è di più. Il mercato interno, anche se ha subito contrazioni in generale, dovute ovviamente al canale Ho.Re.Ca, è riuscito a controbilanciare una ricerca e una voglia di vino di qualità da consumare in casa . Un dato su tutti la vendita di prossimità, dove il consumatore riesce realmente ad apprezzare e conoscere il prodotto e la cantina nella sua completezza, una modalità d’acquisto che è in forte crescita e che prima, anche solo per questioni legate ad altri impegni non era presa assolutamente in considerazione. Molti di noi oggi hanno più tempo per dedicarsi alla cucina e al buon vino e in questo terribile momento questa è la mia visione, naturalmente ottimistica, perché questo è un tempo in cui è necessario vedere quello che di positivo abbiamo al fine di poter, una volta terminata la fase pandemica, riprendere il percorso laddove lo avevamo interrotto”. Il viaggio alla scoperta delle denominazioni marchigiane continua il 29 marzo con il Rosso Conero.

Gabriele Costantini

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