La vulnerabilità sismica e i Centri Storici

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Nella storia umana, gli agglomerati urbani hanno fornito le condizioni ideali per l’innovazione e lo sviluppo socio-economico e hanno contribuito enormemente all’aumento del tenore di vita. Sempre più persone si trasferiscono in aree urbane ed entro la fine di questo secolo la maggior parte della popolazione mondiale vivrà in città e in megalopoli. Sia le minacce interne che quelle esterne sono aggravate dall’esposizione delle persone, soprattutto quando le minacce hanno le capacità di produrre conseguenze catastrofiche in termini di perdita di vite umane e immobilizzazione delle operazioni cittadine. Molte città si trovano vicino o su faglie geologiche e sono minacciate da grandi terremoti ed eruzioni vulcaniche, e quelle situate lungo le coste o lungo i fiumi possono subire frequenti inondazioni da eventi atmosferici estremi e (sempre più) dall’innalzamento del livello del mare prodotto da cambiamenti climatici.

La vulnerabilità è, dunque, un serio problema per i centri urbani, anche per quelli interni che sono esposti al rischio di spopolamento così come mostrato dalle conseguenze del Sisma del Centro Italia del 2016. Recentemente sono stati proposti modelli semplificati utili per valutare in modo preliminare le prestazioni sismiche e il rischio correlato a livello territoriale. Inoltre, in tutte le Regioni i Comuni stanno attuando politiche di riduzione della vulnerabilità sismica basate sulla Condizione limite di emergenza, che è diventata un punto di riferimento di base per la pianificazione territoriale ordinaria.

Pertanto, da un punto di vista ingegneristico, sono necessarie adeguate procedure di conoscenza del costruito: storia, tipologie, tecniche costruttive, ecc.; modellazioni teoriche e numeriche coadiuvate da risultati sperimentali atte a valutare la vulnerabilità delle strutture; identificazione delle linee d’azione volte a ridurre significativamente la vulnerabilità del costruito sia a scala territoriale che del singolo edificio. Questa fase include uno strumento di modellazione dei costi volto a definire il compromesso tra l’estensione e l’intensità dei lavori di riduzione della vulnerabilità, e delle possibili implicazioni socio-economiche a scala territoriale.

La Summer School, che si propone di affrontare i temi della resilienza del patrimonio edilizio, ha come finalità quella di percorre, con diversi approfondimenti, tutte le problematiche menzionate, ed è organizzata attorno ai quattro temi predominanti: il rischio; la vulnerabilità; l’educazione e la governance; i percorsi per aumentare la resilienza delle città in ambienti pericolosi.

La Summer School è parte integrante del progetto Dipartimento di Eccellenza del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Architettura (DiCEA) dell’Università Politecnica delle Marche ed è anche realizzata in collaborazione con il “WP2. Inventario delle tipologie strutturali ed edilizie esistenti- CARTIS” di Reluis.

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