MSC mette in guardia il nuovo Governo: “Noi vogliamo continuare a investire in Italia, ma gli altri Paesi UE hanno policy più attrattive”

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Le caratteristiche della nuova ammiraglia di MSC Crociere

Durante la cerimonia di consegna della nuova ammiraglia MSC Seascape, realizzata da Fincantieri a Monfalcone, Vago ricorda Bono, parla della situazione di Wartsila a Trieste e stigmatizza il rischio di un’eccessiva “finanziarizzazione” di SACE.

Il gruppo MSC ha investito molto in Italia – solo nel settore crocieristico, uno dei tanti filoni di business in cui opera la corporation elvetica della famiglia Aponte, il suo programma di newbuilding con Fincantieri vale 7 miliardi di euro, con una ricaduta economica per il sistema-Paese stimata in circa 30 miliardi – e intende continuare a farlo, ma chiede al Governo di mettere in campo soluzioni che rendano più attrattivo il Belpaese.

A dirlo esplicitamente è Pierfrancesco Vago, Executive Chairman della Divisione Crociere del gruppo, nello speech tenuto durante la cerimonia di consegna della ventunesima nave della flotta – e quarta nave già costruita per MSC da Fincantieri su un totale di 10 navi finora ordinate al cantiere italiano, per un investimento complessivo superiore appunto a 7 miliardi – la MSC Seascape, realizzata nel cantiere di Monfalcone.

Dopo un commosso ricordo di Giuseppe Bono – storico Amministratore delegato di Fincantieri, recentemente scomparso – Vago ha ricordato che la costruzione di questa newbuilding “ha richiesto un investimento pari a oltre 1 miliardo di euro da parte del nostro gruppo. Un investimento che, da solo, ha generato una ricaduta sull’economia italiana che sfiora i 5 miliardi” e che è il frutto della “solida partnership” costruita con Fincantieri anche “grazie ruolo determinante esercitato dalla SACE”. Un modello virtuoso che – ha assicurato l’Executive Chairman di MSC Crociere – “vorremmo si consolidasse. Allo stato attuale, tuttavia, non possiamo non considerare le politiche di attrazione degli investimenti messe in campo da altri paesi europei, che sono spesso molto più favorevoli”.

Un messaggio chiaro al nuovo Governo – rappresentato per l’occasione dal Vicepremier Matteo Salvini – a cui Vago si rivolge direttamente più volte, auspicando per esempio la “restituzione alla SACE del suo ruolo originario di sostegno e di accompagnamento all’esportazione” per evitare il rischio “di un suo snaturamento e di una sua eccessiva finanziarizzazione”.

Nel suo articolato discorso il numero uno della divisione crocieristica di MSC ha affrontato diverse altre tematiche di attualità per il settore marittimo, come quella relativa alla transizione energetica, su cui “in Europa si fissano però obiettivi talora molto ambiziosi, talvolta anche astratti, senza nel contempo investire in maniera adeguata nella ricerca e nelle tecnologie necessarie per conseguirli. È un fenomeno che constatiamo sempre più spesso, come nel caso del pacchetto Fit for 55”.

A tal proposito Vago ha fatto riferimento anche al progetto avviato lo scorso anno da MSC Crociere, sempre in collaborazione con Fincantieri, per la costruzione della prima nave da crociera alimentata ad idrogeno e quindi a zero emissioni: “È un progetto altamente innovativo, in grado di aprire nuove frontiere e che rappresenterebbe un importante primato anche per l’Italia. Ma constatiamo, purtroppo, una perdurante difficoltà nel reperire infrastrutture, strumenti e tecnologie adeguate per sostenere un’iniziativa ambiziosa e rivoluzionaria come questa. Per il successo non basta infatti l’impegno, seppur notevole, del privato. Occorrono anche una visione organica e una regia che possono essere garantite solo dal sistema-Paese. Senza ovviamente dimenticare il contributo essenziale dell’Europa”.

“Gli sforzi compiuti dagli armatori, varando navi sempre più ecologiche, rischiano infatti di essere vanificati se poi, nei porti, non si trovano banchine elettrificate e la possibilità di rifornimento di GNL e di idrogeno” ha sottolineato Vago. “Senza una gestione intelligente della transizione energetica, rischiamo di mettere in crisi interi settori”.

Il top manager di MSC si è poi rivolto nuovamente al Governo, e nello specifico al Vicepremier Salvini, ricordando la difficile situazione circa 1.000 dipendenti dello stabilimento Wartisla di Trieste (dopo le recenti decisioni della casa-madre finlandese): “Mi sono speso personalmente per scongiurare la chiusura della fabbrica. Quest’area rappresenta infatti uno dei più importanti e prestigiosi distretti europei della cantieristica e e per l’Italia sarebbe un errore imperdonabile, – e una gravissima perdita, dover rinunciare a una componente così importante di questa filiera”.

 

Le caratteristiche della nuova ammiraglia di MSC Crociere

Con una lunghezza di 339 metri, una stazza lorda di 170.400 tonnellate e una capacità di 5.632 passeggeri, la MSC Seascape – seconda unità di classe Seaside EVO e gemella della MSC Seashore, consegnata nel 2021 – è l’ammiraglia della flotta di MSC Crociere.

La cruiseship – realizzata da Fincantieri a Monfalcone e consegnata con una cerimonia a cui hanno preso parte, tra gli altri, il patron del gruppo MSC Gianluigi Aponte e l’Amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero – è dotata delle più moderne tecnologie per la riduzione dell’impatto ambientale, tra cui sistemi ibridi di lavaggio dei gas di scarico (EGCS) e sistemi selettivi di riduzione catalitica (SCR) all’avanguardia, ottenendo una riduzione del 98% delle emissioni di ossido di zolfo (SOx) e riducendo le emissioni di ossido di azoto (NOx) del 90%. Caratteristiche grazie alle quali la Seascape ha ricevuto la ‘Green Plus’, la notazione aggiuntiva di più alto livello nel campo della sostenibilità ambientale rilasciata dal RINA.

La stagione inaugurale della nuova ammiraglia di MSC Crociere inizierà negli Stati Uniti, dove la Seascape verrà battezzata il 7 dicembre, a New York. Si sposterà quindi ai Caraibi offrendo due diversi itinerari settimanali con partenza da Miami. Il primo, nei Caraibi orientali, scalando Ocean Cay Marine Reserve, Nassau (Bahamas), San Juan (Portorico) e Puerto Plata (Repubblica Dominicana). Il secondo itinerario, nei Caraibi occidentali, farà tappa a Ocean Cay Marine Reserve, Cozumel (Messico), George Town (Isole Cayman) e Ocho Rios (Giamaica).

 

 

 

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