Neikos: in quante e quali lingue tradurre il sito web? E perché il solo inglese non basta

652
National flags of world countries around Earth globe isolated on white

Creare un sito web multilingua è ormai un’abitudine consolidata per chi ha intenzione di allargare i propri orizzonti territoriali. Ma quali sono le lingue da utilizzare?
Oggi più che mai le attività, piccole o grandi che siano, hanno bisogno di tradurre i messaggi nella lingua specifica dei mercati che intendono penetrare. Non si tratta solo di un lavoro di traduzione, ma di una strategia che permette di stabilire un legame tra l’azienda e il cliente. Parlare la stessa lingua della persona a cui ci si rivolge crea complicità, e di conseguenza favorisce il processo d’acquisto, la comprensione dell’offerta, ed aumenta la fiducia ed empatia nei confronti della marca.
Per questo motivo, pensare che basti la lingua inglese per espandersi nei mercati esteri è un errore da non commettere. In Europa, una conoscenza BASE dell’inglese è posseduta purtroppo, solo dal 38% della popolazione.

I vantaggi di un sito web tradotto per il mercato in cui si vuole entrare sono, nello specifico:

  1. FIDUCIA: Utilizzare la lingua madre del cliente lo porta ad acquisire fiducia più velocemente. Non avrà il timore di perdere informazioni utili, capirà meglio il messaggio e sarà più propenso a credere a quello che legge. Se l’informazione risulta frammentaria o addirittura incomprensibile, la sua fiducia verrà a mancare.
  2. INFORMAZIONE: Si cercano informazioni nella propria lingua madre per informarsi sul prodotto e sulle sue peculiarità tecniche e distintive. Si vogliono conoscere le caratteristiche, le garanzie ed i termini di consegna. Leggere le testimonianze degli altri acquirenti.
  3. EVITARE EQUIVOCI: La traduzione fa in modo che il messaggio venga compreso senza gaffe e malintesi.
  4. CONDIVISIONE: Gli utenti del web sono più propensi a condividere articoli e informazioni nella loro lingua madre. In questo modo, il sito potrà raggiungere facilmente un pubblico più ampio.
  5. SEO: Se i contenuti vengono tradotti nelle lingue d’interesse, porteranno un migliore posizionamento sui motori di ricerca, quindi visibilità, maggiore volume di traffico e di conseguenza, più volume di vendita.

Per comprendere al meglio quanto la lingua influenzi il comportamento d’acquisto, una ricerca condotta da Common Sense Advisory rileva che:

il 72,4% degli utenti è più propenso a concludere l’acquisto quando il prodotto desiderato presenta informazioni utili nella propria lingua.

72,1% degli utenti trascorre tutta o la maggior parte del tempo su siti web di cui hanno la piena comprensione.

56,2% degli utenti sostiene che ricevere informazioni nel proprio idioma è più importante rispetto alle condizioni commerciali del prodotto desiderato, quindi prezzo e logistica.

 

Traduzione e localizzazione

Per soddisfare le esigenze dell’attuale mercato utente-centrico la strategia adottabile è quella della localizzazione del sito web: mentre la traduzione volge semplicemente il testo in una lingua diversa dall’originale, la localizzazione crea un vero e proprio adattamento linguistico e culturale. Nel concreto, sistemi di numerazione, modi di dire, sarcasmo, sistemi di peso o misura, le taglie, i colori con i relativi riscontri culturali, ecc. In questo modo il messaggio viene recepito come nativo nella propria lingua madre ed integrato alla propria cultura.

Un esempio di localizzazione è l’ecommerce Orciani.com, realizzato da Neikos.
Orciani, un’azienda di moda di successo, dispone di un ecommerce fruibile in italiano e inglese, per diversi website (Italia, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti e resto del mondo). Il CMS riconosce la posizione dell’utente e lo reindirizza al website dell’area di provenienza, con prodotti, prezzi e condizioni commerciali, che variano in base al paese di destinazione dei prodotti.

Un altro caso esemplare realizzato dal nostro team è l’ecommerce di Bernardini Tartufi. Per adattarlo alle esigenze dell’azienda, che si interfaccia quotidianamente con clienti provenienti da diverse parti dell’Europa, è stato suddiviso in 4 stores (B2C – B2B ristorazione – B2B retail – B2B distribuzione) i quali a loro volta sono divisi in 3 diverse store views: italiano, inglese e spagnolo. Ogni store ha le proprie condizioni di vendita e un proprio listino prezzi.

T-Index di Imminent

Un aiuto rilevante per scegliere le lingue in cui tradurre il proprio sito può essere offerto da https://imminent.translated.com/, un centro di ricerca che si occupa di divulgare conoscenze nell’ambito della comunicazione interculturale e dei servizi linguistici.

In questo caso, la sua sezione T-Index è particolarmente favorevole: classifica i paesi in base al loro potenziale di vendita online di un determinato prodotto o servizio e stima la quota di mercato di ciascun paese in relazione all’e-commerce globale.

Il sito web che comunica nella lingua del mercato fa la differenza

Comunicare nella lingua del paese che si vuole raggiungere è quindi la chiave per fare la differenza ed approcciare al meglio i singoli mercati. Occorre valutare strategicamente le attività e gli obiettivi commerciali e di marketing in lingua per poter poi garantire fluidità di utilizzo all’utente, e di conseguenza creare complicità e fiducia.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here