Il Verdicchio diventa “evergreen” e conquista l’UK

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Un Verdicchio “Pop” che racconta il territorio delle Marche nel mondo. Questa volta è il quotidiano inglese Times of Tunbridge Wells, punto di riferimento dell’informazione nella regione del Kent, che torna a puntare i riflettori sul Verdicchio con un articolo dal titolo “Make the time to say ‘cin cin’ to Verdicchio” a firma del giornalista James Viner

In evidenza le etichette di grandi vini marchigiani di varia gamma, dove viene messo in grande risalto il Verdicchio classico Moncaro nella tradizionale e sinuosa bottiglia a forma di anfora. Ad attrarre il giornalista, non solo la forma, ma anche la sostanza e la grande bevibilità del Verdicchio, tra le etichette considerate “evergreen”.

“Di tutti i Verdicchio entry-level presenti al supermercato, – annota il giornalista – questo è quello che mi piace di più. Ha un tocco di fiori di sambuco, agrumi gialli, pera matura, mela Granny Smith, erbe verdi e sentori di mandorla e pesca bianca”. E ancora: “Così buono alla fine di una giornata calda; un delizioso aperitivo. Cosa c’è di meglio in una calda sera d’estate? Un drink fresco, estivo, con un finale brillante e vivace”.

“Il concetto di qualità globale ci sta molto a cuore – commenta il presidente di Moncaro, Doriano Marchetti – un’attenzione che poniamo su tutta la gamma dei vini e che ci consente di veicolare l’eccellenza enologica marchigiana nel mondo, presidiando tutte le fasce di mercato. Segnalazioni e commenti positivi degli addetti ai lavori, riempiono di orgoglio, perché esistono vini per noi talmente familiari, che una volta assaggiati da operatori qualificati, e da un punto di vista meno “affettivo”, diventano dei must in grado di conquistare ampie fasce di consumatori e di attrarre l’attenzione su un intero territorio. Non solo dunque le etichette di alta e altissima gamma, ma anche i vini nelle fasce di prezzo più accessibili diventano grande strumento di promozione territoriale”.

La conferma: il Verdicchio Fondiglie, Miglior vino bianco d’Italia.

Tra gli esempi di vini “Pop” che hanno messo d’accordo consumatori e critici enogastronomici, una menzione d’onore va al “Fondiglie” Verdicchio Superiore che prende il nome dall’omonima contrada del comune di Rosora (An) che ha ottenuto di recente il titolo di Miglior vino bianco d’Italia dalla giuria del Vinitaly, il massimo concorso enologico italiano. Sull’etichetta del Fondiglie è raffigurata un’ape e dei fiori in omaggio ai versi del poeta Trilussa, incisi sull’antico muro della casa padronale in Contrada Fondiglie, alle pendici dei monti Appennini, dove ci sono i vigneti dai quali proviene questo Verdicchio Superiore fruttato ed elegante. Recita l’epitaffio: “C’è un’ape che si posa su un bocciolo di rosa, lo succhia e se ne va… Tutto sommato la felicità è una piccola cosa”.Moncaro in breve

Terre Cortesi Moncaro è stata fondata nel 1964 a Montecarotto (An). Oggi è la maggiore realtà delle Marche nel settore vitivinicolo con circa 800 soci e un fatturato 2022 di 35,5 milioni di euro, derivante per il 40% dall’export con oltre 40 paesi di destinazione. Sessantaquattro i dipendenti all’attivo, Moncaro dispone di tre cantine: la sede storica di Montecarotto (AN), e due stabilimenti, rispettivamente a Camerano (AN), alle pendici del Monte Conero e ad Acquaviva (AP), dove vengono prodotti, affinati ed invecchiati i vini tipici delle rispettive zone di produzione. I punti di forza Moncaro sono rappresentati dalla produzione dei vitigni autoctoni; dall’utilizzo dei metodi di coltura biologica e senza l’uso di sostanze di sintesi; la classificazione dei vigneti in base alle loro caratteristiche pedologiche e microclimatiche. Con 1.200 ettari di vigneti, di cui il 25% a conduzione biologica, Moncaro garantisce al meglio la continuità qualitativa della produzione sotto la guida tecnica degli enologi Giuliano D’Ignazi e Riccardo Cotarella.

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