Nell’ospedale pubblico migliore d’Italia si continuano a tagliare i posti letto

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“La mancanza di programmazione nella gestione dei personale sanitaria, in particolare infermieri e OSS, produrrà effetti negativi per coloro che hanno bisogno di assistenza”.

A dirlo è Giuseppe Pupita, referente della segreteria aziendale di Anaao Assomed Marche per l’Azienda Ospedali Riuniti.
A seguito del concorso di stabilizzazione presso l’AST di Ancona l’organico perderà 19 infermieri e 8 OSS con conseguenza necessaria (e inevitabile) riduzione dei posti letto che complicherà la situazione in alcuni reparti dell’ospedale.
“Quella che nella comunicazione inviata dal Direttore Sanitario viene descritta come una riorganizzazione temporanea delle attività cliniche di ricovero che porta a ridurre ulteriori 10 posti in area ortopedica e 9 in area chirurgica ha tutto il carattere invece della prima conseguenza dell’impossibilità di garantire uno standard assistenziale sostenibile attraverso una programmazione tempestiva ed efficace”.
“Già in previsione della scorsa estate – ricorda Pupita – nelle stesse aree si era verificato un taglio dei posti letto che non solo non è stato più ripristinato ma anzi, oggi, allo stesso, dal prossimo 1 dicembre se ne sottrarranno altri 19.
Secondo Anaao “quel titolo di ospedale pubblico migliore d’Italia orgogliosamente esibito come un trofeo andrebbe per coerenza lucidato e non macchiato con decisioni che peggioreranno l’assistenza ai pazienti e complicheranno ulteriormente il lavoro del personale sanitario”.
Anaao Assomed Marche è tra le sigle che hanno promosso lo sciopero del prossimo 5 dicembre.
“Non siamo più disposti a tacere – conclude il referente della segreteria aziendale di Anaao Assomed Marche per l’Azienda Ospedali Riuniti – essendo strenui difensori di una sanità pubblica e accessibile per tutti ma che viene mortificata da decisioni che renderanno sempre più difficile per il personale sia dare le tempestive risposte ai pazienti che svolgere serenamente e dignitosamente il proprio lavoro”.

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