Fisco, commercialisti: Nuovo calendario inattuabile, va modificato

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Il nuovo calendario fiscale delineato dallo schema di decreto approvato dal governo è “improbabile e inattuabile”

Lo sostiene l’Associazione nazionale commercialisti, che oggi a Roma ha presentato le proposte per un calendario fiscale 2024 “sostenibile, capace di conciliare le esigenze dell’amministrazione finanziaria con il rispetto del lavoro dei commercialisti”.

Quello che preme di più ai professionisti è l’inserimento nel nuovo calendario fiscale delle date di scadenza del concordato preventivo biennale, perchè “lì viene a crearsi l’ingorgo fiscale che non è sostenibile per i commercialisti e tantomeno per le imprese”.

Tra le proposte ci sono il superamento dei nuovi adempimenti che lo schema di decreto di fatto introduce, l’accorpamento dell’invio del modello Isa e della dichiarazione, trattandosi di modelli strettamente collegati. In merito alla proposta di concordato preventivo da parte dell’Agenzia delle entrate, si evidenzia la necessità di un lasso di tempo maggiore per permettere l’analisi della proposta, l’avvio del contraddittorio con l’Agenzia delle entrate e la presentazione al contribuente della valutazione finale.

Parallelamente l’Assosoftware, l’Associazione italiana produttori di software, chiede “tempi adeguati per il processo produttivo di sviluppo delle soluzioni software fiscali, utilizzate da aziende e intermediari”, perché “il rischio concreto è quello di produrre soluzioni senza requisiti di efficienza e qualità necessari”. La proposta è quella “di unificare al 30 settembre l’invio telematico delle dichiarazioni e l’eventuale conferma dell’adesione al concordato preventivo bienalle, eliminando quindi la scadenza intermedia del 31 luglio”.

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