Wartsila: decisione scellerata

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“Pentiti di aver dato credito ad una
azienda che, fin da subito, si è mossa in modo scomposto, ed
amareggiata perché non più di 10 giorni fa sono stati chiesti
ulteriori fondi al Ministero, ben sapendo che oggi però non si
sarebbe raggiunto l’accordo. La mancata firma è quindi un atto
scellerato”.

Così si è espressa l’assessore regionale al Lavoro Alessia
Rosolen al termine della riunione tenutasi oggi a Roma nella sede
del ministero delle Imprese e del made in Italy durante la quale
si è cercato con l’azienda finlandese di trovare un accordo sui
contratti di solidarietà per i 300 lavoratori della Wartsila. De
remoto l’incontro è stato seguito anche dall’assessore regionale
alle Attività produttive Sergio Emidio Bini.

A conclusione della serata, Rosolen si dice “basita” “alla luce
del credito dato in questo anno e mezzo a Wartisla, azienda che
all’inizio della procedura, ha mentito al Ministro. Nonostante
quella “brutta partenza” e dopo le sentenze dei giudici, e
nonostante questo agire scomposto, abbiamo sempre cercato un
dialogo”.

“Sono amareggiata – ha aggiunto ancora l’assessore regionale –
perchè tutto l’ultimo mese è stato un susseguirsi di passaggi
surreali. Non va dimenticato che il 28 dicembre, non più di 10
giorni fa, Wartsila ha chiesto ulteriori fondi al Ministero.
L’azienda ha ricevuto uno schiaffo di fronte alla procedura
errata aperta il 14 luglio 2022 e adesso pensa che, con basi
culturali e sociali ben distanti dal sentire italiano, può apire
serenamente una procedura così grave, perpetrando una fase
conflittuale che tutti abbiamo cercato di mettere da parte in
tutto questo tempo”.

“Come Regione – ha proseguito Rosolen – faremo tutto ciò che sarà
nelle nostre possibilità per contrastare la scelta di Wartsila.
Con questa farsa, che ha assunto i torni di una sceneggiata,
l’azienda si è assunta una responsabilità gravissima. Inizieremo
ora le interlocuzioni con il Governo per un eventuale intervento
sulla legge 234. Ci troviamo infatti ora di fronte ad una fase
che non merita alcuno sconto”

“Da adesso – ha concluso l’esponente dell’esecutivo Fedriga –
Wartsila ha comunque l’onere della reindustrializzazione nonché
di rispettare tutte le leggi e i termini della procedura. La
Regione non lascerà da soli i lavoratori di questa azienda perché
ribadisce, come ha fatto sin dal primo giorno, che Wartsila è una
filiera importante per un territorio, sia per i lavoratori
diretti che per l’ indotto ma anche per filiera nazionale. Quindi
tutte le prerogative saranno perseguite con tutte le azioni che
possiamo mettere in campo”.

“L’azione irresponsabile con cui Wartsila ha deciso in maniera
unilaterale di non siglare l’accordo dopo lunghe trattative – ha
detto dal canto suo l’assessore regionale alle Attività
produttive Sergio Emidio Bini -, sorprende e lascia sgomenti.
Nonostante l’intenso lavoro di mediazione e confronto portato
avanti da Governo, Regione e Confindustria Alto Adriatico,
Wartsila ha preferito non addivenire ad una soluzione di
buonsenso, che avrebbe rappresentato un risultato atteso ed
importante per tutto il comparto manifatturiero regionale. Si
tratta di una decisione difficilmente comprensibile, che
compromette i rapporti e rende più incerto il percorso per la
reindustrializzazione del sito, al quale Wartsila non dovrà
sottrarsi e per il quale la Regione continuerà ad impegnarsi,
ritenendo quello di Bagnoli un sito di importanza strategica
nazionale”.

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