Mar Rosso, Cavallaro: Se tensioni durano, cambiare rotte

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“Operatori e marinai rischiano troppo, una soluzione va trovata”

Le tensioni in mar Rosso? Resta da capire cosa succederà in futuro: “A lungo termine, qualora si trattasse di una situazione strutturale, andrebbero riviste tante dinamiche, a partire dai punti di approvvigionamento. Si potrebbe iniziare a valutare di non acquistare più nel far east, ad esempio”. Oppure, scegliere di “rendere definitive alcune rotte, come la circumnavigazione dell’Africa”. O ancora “si potrebbe persino passare dai mari del nord, nonostante la situazione geopolitica: complici i fenomeni climatici, potrebbe essere un’opzione percorribile”, seppur non in tempi lunghi. Sono gli scenari sul commercio mondiale, in questa fase di tensioni sul mar Rosso e non solo, di Umberto Cavallaro, business development director di Ascoservice, società svizzera attiva nel trading-shipping di materie prime, in particolare prodotti petrolchimici, minerari e cerealicoli. Cavallaro ne parla a LetExpo, la manifestazione della logistica sostenibile promossa da Alis e di scena a Veronafiere: “Le tante navi che decidono di circumnavigare l’Africa- spiega il dirigente Ascoservice- da un lato allungano il percorso sul Mediterraneo di 15-20 giorni e sul nord Europa di una decina di giorni, creando per i porti mediterrannei un gap importante rispetto a quelli del nord Europa”. Infatti, spesso le navi una volta arrivate allo stretto di Gibilterra preferiscono tirare dritto per i porti del nord, senza entrare nel Mediterraneo. “Questo rende il Mediterraneo e l’Italia un punto di arrivo e non un hub logistico di rilancio verso il nord Europa”, nota Cavallaro. Che aggiunge: “Di sicuro, non può andare avanti così per molto. Ci sono armatori coraggiosi e marinai che mettono a rischio la propria vita, pur di passare dal mar Rosso. Va trovata una soluzione”, politica e diplomatica, auspica Cavallaro.

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