IA, Ue approva Act, l’esperto: collegato a GDPR per proteggere diritti fondamentali

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Lisi (Anorc): valorizzazione dati al centro del futuro digitale europeo

“L’AI Act nasce intimamente collegato al GDPR nell’obiettivo primario ‘di proteggere i diritti fondamentali, la democrazia, lo Stato di diritto e la sostenibilità ambientale’ dai sistemi di IA, promuovendo al contempo l’innovazione. E molte norme del GDPR, come l’articolo 22 dello stesso, ne hanno anticipato lo spirito. Alla base di queste normative c’è un principio fondamentale: l’accountability. Il nostro futuro digitale dipenderà da come verrà alimentato, garantito e interpretato tale principio”. Andrea Lisi, avvocato, esperto di digitalizzazione, privacy e diritto dell’informatica e presidente di Anorc Professioni, commenta così i nodi principali legati all’approvazione dell’AI Act da parte del Parlamento europeo, avvenuta nella giornata di ieri. Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella GU dell’Ue e inizierà ad applicarsi 24 mesi dopo l’entrata in vigore.
Secondo l’esperto, in particolare, “se dovesse essere burocratizzato e svuotato il principio di accountability, inteso come principio di (auto-) responsabilizzazione documentata, delegando alle Authority un pieno, minuzioso e sostanziale ruolo di regolamentazione secondaria, i rischi saranno altissimi. Secondo Lisi infatti, ciò potrebbe paralizzare in Europa lo sviluppo tecnologico – già attualmente con il freno a mano tirato – in ambito di IA e digitalità. Inoltre- continua l’esperto- occorre fare particolare attenzione nel porre argini stringenti ai processi di innovazione digitale perchè i divieti in ambito tecnologico sono (quasi) sempre pericolosi quanto i pericoli che vorrebbero evitare. Così come vanno sempre bilanciati bene gli organismi indipendenti di normazione e controllo che vengono inseriti nei nostri processi democratici. La valorizzazione dei dati sarà una conquista lenta e non ovvia- conclude l’esperto- Ad ogni modo, l’approvazione dell’AI Act rappresenta un passo fondamentale per l’ordinamento Ue, senza dimenticare, però, l’importanza e la valorizzazione dei dati che devono essere messi al centro del futuro digitale europeo”.

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