ANCONA: 400 partecipanti a Convegno Ordine Commercialisti Ancona

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Quattrocento partecipanti al convegno ODCEC ad Ancona sulla “Composizione della crisi, tutela dell’impresa e regime di responsabilità”

Si è tenuto la scorsa settimana alla Mole Vanvitelliana di Ancona, il convegno di studio organizzato dall’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Ancona, tramite la Fondazione Ankon, la Camera di Commercio delle Marche, l’Ordine degli Avvocati di Ancona, il Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e il Consiglio Notarile di Ancona.

Oltre ai rappresentanti delle Istituzioni, hanno partecipato 400 tra commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro, per confrontarsi sui temi più “caldi” che riguardano l’impresa: si è parlato delle misure più idonee ed efficaci ad affrontare la crisi nonché della migliore gestione dell’impresa nella sua nuova accezione di modello indirizzato e coordinato a fini sociali e ambientali, conformemente a quanto prevede l’art. 41 della nostra Costituzione.

La mattina dedicata ai quadri di ristrutturazione preventiva, ossia a quelle misure e procedure volte al risanamento dell’impresa attraverso la modifica della composizione, dello stato o della struttura delle sue attività e passività o del capitale. Si è parlato inoltre, della composizione negoziata per la soluzione della crisi di impresa, che non costituisce una procedura ma un percorso di negoziazione, di tipo stragiudiziale, all’esito del quale il debitore può perseguire il risanamento della propria attività anche facendo ricorso ad uno dei quadri di ristrutturazione del nuovo Codice della Crisi pubblicato nella sua versione definitiva nel 2022.

Il rilievo che assume il controllo di gestione, sia per intercettare precocemente la probabilità di crisi che per pianificarne l’uscita, saggiando gli interventi funzionali alla prosecuzione dell’attività e le modalità per sviluppare un dialogo tecnico tra imprenditori, debitore da una parte e creditori dall’altra.

Uno dei principi che hanno ispirato il nuovo Codice della Crisi è la protezione delle imprese ancora capaci di creare valore, anche se si trovano in condizioni di difficoltà finanziari, una volta verificato che il metodo adottato possa giovare anche ai creditori.

E se interpretiamo il concetto di “crisi” come “cambiamento” possiamo cogliere quanto sia attuale formarsi sulle modalità per aiutare le imprese ad affrontare le difficoltà che incontrano nel riorganizzarsi in maniera idonea ad affrontare questa epoca caratterizzata da innumerevoli variabili che sgretolano modelli organizzativi di successo degli anni trascorsi.

Commercialisti specializzati in tale ambito di attività e la Dott.ssa Maria Letizia Mantovani, Giudice delegato del Tribunale concorsuale di Ancona, hanno esposto modalità per legittimare accordi individuali e collettivi con i creditori, tra cui Erario ed Enti previdenziali, proteggere il patrimonio dell’impresa nella fase delle negoziazioni, autorizzare il compimento di atti di straordinaria amministrazione finalizzati alla salvaguardia della continuità aziendale, ma anche nell’interesse collettivo dei creditori.

La responsabilità sociale d’impresa.

Nel pomeriggio si è parlato invece di responsabilità sociale nella conduzione dell’impresa, delle azioni esperibili da parte di soci e di terzi nei confronti della società e del suo management e, più in generale, delle imminenti sfide che attendono consulenti ed imprese in quanto, sebbene la Costituzione italiana riconosca l’iniziativa economica privata come libera, essa non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. In conclusione, un assetto organizzativo potrà rivelarsi adeguato quando risponderà positivamente alle tematiche ambientali e sociali, ovvero, più in generale, quando l’organizzazione dell’impresa sarà sostenibile sotto ogni profilo.

L’impresa non può più essere condotta nel solo interesse degli azionisti, dovendosi concentrare anche sul benessere sociale, sulla tutela dell’ambiente, sul contesto sociale in cui opera e senza discriminazioni di genere, perseguendo politiche di trasparenza di legalità pienamente conformi con l’Agenda 2030.

La continuità aziendale diviene così un concetto che va oltre gli equilibri di bilancio, perché l’impresa è un organismo che va ben oltre i confini dei propri rapporti economici, ma caratterizza l’ambiente ed il sociale. È qualcosa di prezioso, che va tutelato come valore della collettività, ma che deve organizzarsi per conformarsi a quelle regole che garantiscono il rispetto dell’ambiente con cui entra in coesistenza e delle persone che la rendono una realtà dinamica.

Conformarsi origina un presupposto di successo imprenditoriale (“il successo sostenibile”), non farlo genera responsabilità a carico degli amministratori.

Avvocati di impresa hanno illustrato tali concetti, mentre l’intervento di chiusura è stato riservato alla Dott.ssa Gabriella Pompetti, membro della Sezione specializzata in materia di Imprese presso il Tribunale di Ancona.

 

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