Maggiore velocità da parte delle Amministrazioni nella burocrazia e più collaborazione per la realizzazione dei nuovi siti per il 5G

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Maggiore velocità da parte delle Amministrazioni nella burocrazia e più collaborazione per la realizzazione dei nuovi siti per il 5G. E’ questa la richiesta che giunge dal convegno “Tour FOR 5G”, il ruolo delle infrastrutture digitali per lo sviluppo del territorio, svoltosi oggi nella sala del consiglio comunale di Ancona, organizzato da Fondazione Ottimisti & Razionali. Occorre un cambio culturale da parte degli enti locali, evitando blocchi nella realizzazione delle torri e promuovendo tra i cittadini la consapevolezza dell’importanza dell’evoluzione digitale per la crescita e lo sviluppo digitale dei territori. Esaminati anche gli investimenti sul territorio nazionale ma anche le opportunità di sviluppo con il digitale per le zone dell’Appennino colpite dal sisma del 2016, attraverso le parole di Guido Castelli, Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Senatore.

“Le infrastrutture digitali rivestono un ruolo importante al pari delle altre perchè permettono una connessione tra cittadini, imprese e PA. Anche attraverso i fondi del PNRR al Comune di Ancona siamo riusciti ad intervenire e consolidare il nostro cammino verso l’implementazione della digitalizzazione: abilitazione al cloud, servizi ai cittadini, Cie e Spid, notifiche su piattaforme digitali, attività di alfabetizzazione digitale, dematerializzazione della modulistica interna, sistema integrato per la consultazione dei dati territoriali, sistema informativo per Suap integrato e tante altre attività- ha affermato Antonella Andreoli, Assessore Affari informatici del Comune di Ancona -. Il nostro obiettivo è quello di sostenere lo sviluppo tecnologico all’interno dell’Amministrazione sia inteso come digitalizzazione e informatizzazione delle attività istituzionali, sia come fruibilità da parte dei cittadini”. Comune di Ancona che ha ricevuto il plauso degli intervenuti al convegno per la mole degli interventi attuati negli ultimi mesi in tema di miglioramento delle infrastrutture digitali.

Oscar Cicchetti, Presidente – INWIT ha sottolineato: “C’è bisogno di nuovi siti, c’è bisogno di nuovi impianti, nuovi livelli di rete, cioè piccole antenne che coprono I luoghi all’interno, tunnel, metropolitane, ospedali, per aumentare la capacità della rete dove si concentra la grande utilizzazione del traffico. Noi come INWIT abbiamo 24.000 impianti a livello nazionale e piu di 54.000 clienti. Investiremo in nuovi impianti 800 milioni di euro tra il 2024 e il 2026 per la realizzazione di nuovi torri. Il precedente governo e questo governo hanno dato indicazioni molto precise per sburocratizzare e velocizzare il percorso di autorizzazione per I permessi. Il problema è che queste indicazioni nazionali devono essere recepite nei regolamenti locali, e questo non sempre accade. Per fare un sito normalmente impieghiamo intorno a 10 mesi: di questi solo 2 per farlo veramente e 8 per trovare il sito, richiedere permessi e ottenerli. Da questo punto di vista c’è bisogno di una nuova alleanza con le comunità locali. Ricordo che l’Italia è il paese che ha i limiti più bassi di emissione elettromagnetica. Noi nelle aree densamente popolate non possiamo superare i 6 volt/metro. Tra un pò dovrebbero diventare 15 volt/metro, che è una dimensione del campo elettrico generato dall’antenna. In Europa questo numero è 39 volt/metro. Con il 39 volt/metro la protezione della salute delle persone che sono esposte alla radiazione, è 50 volte inferiore alla soglia di pericolosità indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

Romina Nespeca, ricercatrice universitaria Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Architettura-Università Politecnica delle Marche e del gruppo di ricerca Distory Heritage, ha spiegato come la digitalizzazione applicata al patrimonio culturale possa dare un grande contributo per la cura, tutela e promozione dello stesso. “Lavoriamo in questo campo da diversi anni, siamo all’interno di un dipartimento che è stato nominato di eccellenza per 2 quinquenni successivi, e quindi questo ci ha permesso di avere a disposizione diversa strumentazione proprio da dedicare alla digitalizzazione”.

Claudio Velardi, Presidente di Fondazione Ottimisti e Razionali e moderatore dell’incontro, ha ricordato in questo nono appuntamento in l’Italia, come la tecnologia del 5G consente di essere molto più performanti, anche nella vita quotidiana e in tutte quante le applicazioni. “Lo sviluppo del 5G sarà clamoroso, sta mettendo in connessione, in maniera molto più veloce e performante di prima, i cittadini con la PA, con le strutture sanitarie. Riguardo ai “contro” alla fine siamo sempre noi a decidere: queste sono tecnologie che noi esseri umani abbiamo creato, dobbiamo essere in grado di gestire e saremo certamente in grado di gestire. Non c’è da avere paura, c’è da utilizzarle nella maniera giusta”.

“Il digitale è la nuova infrastruttura che permette di superare il gap che per decenni si è maturato tra le zone più popolate e l’entroterra – ha affermato nel suo intervento Guido Castelli, Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Senatore -. Oltre ad investire sulla ricostruzione agiamo anche nella riparazione di questi territori attraverso fondi complementari del PNRR. Il digitale è l’ambito in cui abbiamo speso maggiormente i fondi a disposizione: sia per migliorare la connessione, sia in programmi con le più evolute tecniche digitali per verificare quanto stavamo ricostruendo, sia anche stimolando le pubbliche amministrazioni ad applicare la digitalizzazione ai servizi, ai trasporti per renderli più accessibili, alla scuola e alla sanità con la telemedicina. Occorre una cultura dell’orientamento digitale. Se c’è un fattore che può riconoscere un quantitativo di diritti e sviluppo sociale è proprio il digitale. Non da ultimo abbiamo fatto investimenti nei data center e cybersicurezza, e nel tentativo di sistematizzare tra le 4 regioni coinvolte dal sisma, avviato un approccio unitario proprio sul tema del rilancio economico sociale degli appennini. Questi debbono ricreare le loro condizioni per un nuovo appeal, contrastando la crisi demografica e farsì che l’Appennino divenga un luogo contemporaneo e moderno.

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