Trentadue anni fa la mafia uccideva ad Agrigento il maresciallo Giuliano Guazzelli

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Trentadue anni fa, 4 aprile del 1992, la mafia uccideva il maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli mentre era alla guida della sua Fiat Ritmo lungo la strada statale 115 Agrigento-Porto Empedocle; Guazzelli era nato a Gallicano in provincia di Lucca e fu assunto giovanissimo nell’arma dei Carabinieri. Collaborò a molte indagini investigative importanti riguardanti il clan dei corleonesi; il clan di Cosa Nostra in provincia di Agrigento; l’organizzazione criminale “Stidda”; la banca di Girgenti; l’omicidio di Salvatore Curto; l’indagine sulla partecipazione dell’on. Calogero Mannino al matrimonio del figlio del boss di Siculiana, Gerlando Caruana. Era serio e scrupoloso e per la sua dedizione incrollabile veniva soprannominato “il Mastino”. Per la delicatezza delle sue indagini subì  diverse intimidazioni ma continuò con la rettitudine di sempre a cercare la verità.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione dell’anniversario della sua morte, intende ricordarne la figura attraverso le parole dello studente Pasquale Manfreda della classe III sez. C del Liceo Scientifico “Filolao” di Crotone.

Giuliano Guazzelli fu un membro delle forze dell’ordine, un eroe che si batté per la giustizia e fu un esempio da seguire per i suoi tre figli.

All’età di 58 anni fu ucciso dalla mafia per essersi intromesso nei suoi piani. I killer, senza scrupoli, lo uccisero a colpi d’arma da fuoco il 4 aprile 1992. La sua perdita è stata straziante in quanto aveva dedicato tutta la sua vita alla giustizia e alla lotta contro la mafia, collaborando con personalità che furono a loro volta uccisi dalla mafia, come il procuratore Rosario Livatino. Nonostante fosse arrivato all’età pensionabile e avesse ricevuto molti encomi volle comunque continuare la sua carriera, andando incontro a grandi rischi e perdendo la vita. Dopo aver passato in rassegna molte piste, grazie ad un collaboratore di giustizia, si riuscì a scoprire chi fossero i suoi assassini, che, successivamente, vennero condannati all’ergastolo. Il vuoto lasciato da Giuliano Guazzelli per il suo esempio e la sua onestà non sarà mai dimenticato e la sua assenza è rimasta incolmabile per i suoi figli.

Celebrare e ricordare la figura del maresciallo Giuliano Guazzelli contribuisce a rinnovare la fiducia nei valori civili che molti rappresentanti dello Stato hanno con onore rispettato.

Il CNDDU invita nuovamente gli studenti e i docenti ad aderire al progetto #inostristudentiraccontanoimartiridellalegalità. Gli elaborati possono essere segnalati al CNDDU che li renderà visibili sui propri canali social (email: coordinamentodirittiumani@gmail.com)

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