Donazione organi, nel 2023 attività in crescita nelle Marche

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Saltamartini: “Regione modello nella rete della donazione e del trapianto”. Nelle Marche la percentuale di consensi alla donazione risulta in crescita e passa dal 68,4% del 2022 al 69,8% del 2023, valore superiore alla media nazionale che si attesa a 68,5%

Nelle Marche nel 2023 cresce l’attività di donazione di organi, tessuti e cellule rispetto al 2022. Le Marche sono dodicesime tra le regioni italiane con un indice del dono di 60,51 ogni 100 persone (nel 2022 57,56/100). La Regione risale una posizione rispetto al 2022 quando era tredicesima. Il dato emerge dalla quinta edizione dell’Indice del Dono, il rapporto del Centro nazionale trapianti che analizza i numeri delle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2023 al rinnovo delle carte d’identità nelle anagrafi di oltre 7mila Comuni italiani. L’Indice è stato pubblicato dal Centro nazionale trapianti in vista della Giornata nazionale della donazione degli organi che si celebra il 14 aprile (i valori, espressi in centesimi, tengono conto di alcuni indicatori come la percentuale dei consensi, quella delle astensioni e il numero dei documenti emessi).

Nelle Marche la percentuale di consensi alla donazione risulta in crescita e passa dal 68,4% del 2022 al 69,8% del 2023, valore superiore alla media nazionale che si attesa a 68,5%, mentre per quanto riguarda l’astensione il dato si attesta al 45,2% contro una media nazionale del 41,8%.

“Nel 2023 nelle Marche sono stati effettuati 102 trapianti – ricorda il vice presidente e assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini – di cui 52 trapianti di fegato e 46 trapianti di rene, 2 trapianti di rene da vivente e 2 trapianti combinati fegato-rene. Le Marche si confermano un modello per il sistema della donazione e del trapianto, un’attività di eccellenza che permette di salvare molte vite, grazie alla generosità dei donatori e delle loro famiglie, grazie alle grandi professionalità che fanno parte di questa importantissima rete e grazie all’impegno delle associazioni che promuovono la donazione di sangue e la donazione e i trapianti di organi, tessuti e cellule”.

I donatori utilizzati sono stati 59. “Il 2023 è l’anno record per numero di donazioni segnalate: 112 nel 2023, rispetto ai 74 nel 2022” dichiara Benedetto Marini, nuovo responsabile del Centro Regionale Trapianti delle Marche, il quale evidenzia anche che “l’attività di procurement nel 2023 nelle varie sedi donative delle Marche, ha confermato l’eccellente e puntuale monitoraggio delle Terapia Intensive”. Il dottor Marini ricorda che nel 2023 ha preso avvio nella regione il programma di donazione a cuore fermo (DCD) che ha visto “7 donatori segnalati presso la Terapia Intensiva di Jesi”. I dati dei trapianti dei “primi tre mesi del 2024” mostrano “una ottima attività di segnalazioni con un netto calo delle opposizioni”.

I più generosi sono i marchigiani tra i 31 e i 40 anni (75,3% di consensi), mentre nella fascia d’età 18-30 anni la percentuale di consensi alla donazione si ferma al 68,7%. Nella fascia degli over 80 il dato è più basso e si ferma al 40,9%, probabilmente a causa dell’errata convinzione che la donazione degli organi in età avanzata non sia possibile.

Con un indice del dono di 71,00 ogni 100 persone Osimo (in provincia di Ancona) è tra i Comuni medio grandi (30-100mila abitanti) più generosi d’Italia (5° posto nazionale): la percentuale dei consensi nel 2023 si è attestata all’80,4% nella città dei ‘senza testa’, quella delle astensioni al 36,8%. Offagna (provincia di Ancona) con un indice del dono di 76,52 ogni 100 persone è il primo comune delle Marche: la percentuale dei consensi registrata è dell’85% e l’astensione del 31%. Al secondo posto c’è il comune di Cantiano (provincia di Pesaro Urbino) con un indice di 74,83 ogni 100 persone, qui la percentuale dei consensi si attesta all’88,3% e quella delle astensioni al 42,0%. Al terzo posto si piazza Castignano (provincia di Ascoli Piceno), con un indice di 74,19 ogni 100 persone, una percentuale di consensi alla donazione del 100,0% e un’astensione del 64,5%.

 

 

 

 

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