Maremma Toscana il Vinitaly si conferma un palcoscenico importante

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Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana è soddisfatto della partecipazione a Vinitaly dove la Denominazione si è messa in mostra, con la nuova immagine grafica, di fronte ad un pubblico di operatori e stampa sempre più attratti da una Toscana un po’ alternativa del vino, che continua ad avere una crescita nonostante il momento critico del settore.

 

Grande interesse – con centinaia di assaggi fatti in fiera – per la top ten del Vermentino Grand Prix che era per la prima volta in degustazione. Al di là della top ten – su cui erano puntati i riflettori – molto bene anche le altre etichette di questa tipologia e i Vermentino Superiore che, pian piano, stanno crescendo tra le proposte delle Aziende.

 

In generale nel settore si riscontra una tendenza generale positiva per i vini bianchi e rosati che arrivano al 50% delle scelte e una diminuzione invece dei vini rossi fermi al 38%, come emerge da un’analisi di Ismea presentata nello spazio di Confagricoltura proprio durante la 56esima edizione di Vinitaly. Durante la presentazione è intervenuto anche il presidente del Consorzio, Francesco Mazzei, che ha affermato: “La Maremma Toscana chiude con un segno positivo proprio perché trainata dal Vermentino che abbiamo saputo valorizzare”.

 

Al bancone consortile quasi 80 vini di 41 diverse aziende in degustazione hanno saputo offrire una panoramica della Denominazione. Se i bianchi, trainati dalle ottime performance del Vermentino, stanno vivendo un momento particolarmente “felice” è anche vero che gli addetti ai lavori hanno espresso giudizi positivi per i rosati e per i rossi, cominciando con gli autoctoni Ciliegiolo, Alicante e Sangiovese, fino ai blend in stile Supertuscan e agli internazionali Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Syrah e Petit Verdot, in purezza o in taglio bordolese.

 

Proprio la varietà della DOC – con un buon 40 % di vini bianchi, le consente di essere appunto l’unica, tra le DOP Toscane più importanti, con segno positivo nell’annata 2023 e il segno è positivo, anche se lieve, anche per i primi tre mesi del 2024 (dati AVITO). “I consumatori sono in cerca di novità e questo credo giochi a nostro favore, oltre a produrre vino in uno dei territori più belli e incontaminati di tutto il Paese”, conclude Mazzei.

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