23 maggio, iniziative per la Giornata Nazionale della Legalità 2024

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Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani in occasione della ricorrenza nazionale dedicata al Giorno della Legalità che ha come obiettivo cardine la commemorazione delle vittime delle stragi del ’92, Strage di Capaci e Strage di via d’Amelio, in linea con la circolare del Ministero dell’Istruzione inviata alle scuole italiane, intende soffermarsi sull’importanza dell’educazione alla Democrazia e alla Legalità che la scuola, luogo della coscienza collettiva, in collaborazione con tutti i soggetti sociali e istituzionali, contribuisce a formare

Il 23 maggio nell’anniversario della Strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, e per commemorare la successiva Strage di via D’Amelio appena 57 giorni dopo, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddi Cosina e Claudio Traina, la scuola sente forte l’urgenza di sottolineare il valore fondamentale della Memoria storica e l’impegno civile per la lotta contro tutte le mafie al fine di orientare gli studenti alla costruzione di una società radicata nei sani valori della Legalità.
La Giornata Nazionale della Legalità, che è stata istituita nel 2002 in occasione del decennale della Strage di Capaci, è quindi un giorno di promozione dei valori di Giustizia e Legalità e rappresenta un impegno collettivo e un momento di riflessione per tutto il Paese che sceglie di rivolgersi soprattutto ai protagonisti del futuro, i giovani.
Sono passati esattamente 32 anni da quando Cosa Nostra pianificò ed eseguì con inconcepibile ferocia il massacro di cinque persone di straordinaria levatura morale che avevano dedicato la loro vita alla Legalità e alla Giustizia.
Quell’asfalto sventrato dell’A29 che urlò all’intero Paese il suo dolore non ha mai smesso di
narrarci la storia di un’Italia martoriata da tempo e che agonizzò in un pomeriggio di maggio per la volontà della mafia.
E proprio per dar voce al nostro Paese ferito da traffici di droga, riciclaggio di denaro, omicidi in serie e attentati, iniziò negli anni precedenti alla Strage di Capaci il maxi-processo del Pool antimafia che passò alla storia come il Primo grande processo alla mafia in Italia.
In quegli anni il lavoro investigativo del giudice Falcone si soffermò sul traffico internazionale di stupefacenti, sulle indagini bancarie, sui Delitti politici, sulle figure chiave delle istituzioni colluse; la sua inchiesta proseguì inarrestabile anche dopo l’attentato dell’Addaura, anche dopo l’ultima intimidazione del pizzino, appena 11 giorni prima della strage. Ma Cosa Nostra rispondeva abitualmente con il tritolo alle inchieste di mafia, lo fece anche con il giudice che più aveva odiato, solo che per falcone scelse una quantità spropositata di esplosivo: 500 kg di tritolo.
Erano quelli gli anni dei grandi attentati dinamitardi, delle stragi terroristiche finalizzate ad
alimentare l’omertà nel Paese. Dopo 57 giorni infatti, il 19 luglio, un’altra violenta strage quella di via d’Amelio mise in ginocchio l’Italia, questa volta però solo per poco: la notte stessa in cui morì il giudice Paolo Borsellino, scattò l’art.41bis, la legge sul carcere duro, uno dei motivi per i quali i nostri giudici furono massacrati barbaramente da Cosa Nostra.
Successivamente, la riabilitazione morale dell’Italia alla Legalità fu lenta e lo scardinamento del muro dell’omertà non fu semplice, ma iniziò pian piano il risveglio civile che portò alla costruzione graduale di una nuova coscienza civile.
Il CNDDU ci tiene a sottolineare con vigore, soprattutto nella Giornata Nazionale della Legalità, che è fondamentale continuare a percorrere la strada indicata dai giudici Falcone e Borsellino e operare costantemente per migliorare la coscienza civile collettiva, sia per liberarci dai veleni e dell’illegalità sia per mantenere vivo il ricordo e il sacrificio di due uomini giusti che hanno sacrificato la propria vita in nome della Giustizia.
Continuiamo a lavorare sui valori etico-civili, continuiamo a coltivare-sollecitare-risvegliare i
valori del Rispetto, della Pace, della Giustizia e della Legalità senza i quali nessuna comunità può essere veramente libera e felice.
Anche quest’anno marceremo idealmente con tutti gli studenti per le vie di Palermo per arrivare dal Tribunale all’albero di Falcone in via Notarbartolo e saremo accanto, come sempre, alla Fondazione Giovanni Falcone, al Centro Studi Paolo e Rita Borsellino, all’Associazione Quarto Savona Quindici e a tutti coloro che come noi si impegnano quotidianamente affinché la legalità trionfi sulle mafie.

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