Quali indicatori adottare per monitorare la sostenibilità ambientale di un Paese?

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Paul Ekins, docente al University College London e già consulente della Commissione Europea, sarà il protagonista di una lectio magistralis dal titolo “Weak and Strong Sustainability: perspectives on environmental and sustainability indicators” (Sostenibilità debole e forte: prospettive sugli indicatori ambientali e di sostenibilità) che si svolgerà martedì 11 giugno, alle 16, nella Sala Conferenze dell’Edificio D (I piano) dell’Università di Trieste.

L’evento, organizzato dal Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche “Bruno de Finetti” (DEAMS) dell’Ateneo giuliano è aperto al pubblico e si svolgerà in lingua inglese.
Ekins, tra gli studiosi più influenti a livello internazionale nell’analisi della dimensione ambientale dello sviluppo sostenibile, ha sviluppato nell’arco di oltre 30 anni di studio un quadro di indicatori in grado di valutare la sostenibilità ambientale di un territorio, l’Environmental Sustainability Gap (ESGAP), che confronta le prestazioni ambientali attuali di un paese con standard di riferimento scientifici.
Negli ultimi anni l’economista inglese ha introdotto all’interno di ESGAP nuovi misuratori di sostenibilità ambientale per i paesi europei: l’Indice di Sostenibilità Ambientale Forte (SESI), correlato al capitale naturale, che si propone come parametro integrativo del PIL per indicare i livelli di sviluppo e benessere, e l’Indice di Progresso della Sostenibilità Ambientale Forte (SESPI), che mostra la tendenza nel tempo nel muoversi verso lo standard scientifico di riferimento.
ESGAP sarà con molta probabilità la metrica adottata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente nel prossimo rapporto che monitorerà lo stato dell’ambiente in Europa.
Paul Ekins, oltre a insegnare Risorse e Politica Ambientale presso l’Institute for Sustainable Resources dell’University College London, ha ricoperto il ruolo di Co-Direttore (2004-2014) e Vice Direttore (2014-2019) del UK Energy Research Centre, concentrandosi su futuri a basse emissioni di carbonio, combustibili fossili e idrogeno.
È membro del Panel Internazionale delle Risorse del Programma Ambientale delle Nazioni Unite e autore principale su efficienza delle risorse e governance delle risorse minerali.
Ha fornito oltre 50 progetti di consulenza per aziende e organismi governativi. I suoi recenti ruoli includono Vice Presidente del gruppo di esperti economici di alto livello del Commissario Europeo all’Ambiente e Co-Presidente del Global Environment Outlook dell’UN Environment.
Ha ricevuto riconoscimenti nell’ambito della collaborazione con le Nazioni Unite ed è stato nominato Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico per i servizi resi alla politica ambientale.

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