Ancona, ago della bilancia o porto mediano… di spinta?

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Se non è possibile ragionare in ottica mediterranea, se le alleanze arriveranno a litigarsi un piatto di lenticchie, forse è meglio guardare a un orizzonte più vasto, ma che garantisca la sopravvivenza dell’esistente e se possibile lo sviluppo di quella che è ancora oggi, nonostante la crisi, considerata l’azienda più grande di ciascuna regione. E’ su questo che si riflette in questo numero di Adriaeco, con un sacco di spunti interessanti per il mare a 360°, dalle unioni di porti, appunto, al varo di uno yacht di 72 metri, il più grande d’Italia, al futuro tecnologico dei porti turistici, alle fiere… per riflettere, si diceva, cercando di intuire che cosa succederà domani, piuttosto che investire su ciò che è stato ieri!

Ancona, needle of the balance or median driving?
It’s from the times of the European plan Portus that urge an organization between the ports of the Adriatic, because our sea is not a fundamental sea and the ships, the passengers could also “bypassing” it, choosing alternative seas. But Portus has been surpassed, the deep ones ended, the studies completed. Ancona is the more central port of the Adriatic, insufficient considered from all, excluded, but perhaps needle of the balance, if only there will be the intentions to render it central “median of driving”, absolute protagonist of a horizontal axis that replaces Capodistria (Koper) with Ragusa (Dubrovnik), making to find the ancient ally of Ancona and a partner for own development.

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