I pirati del terzo millennio? Non solo somali

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L’esponente politico somalo ha fornito assicurazioni circa l’impegno a favore della pacificazione del Paese.
“Il problema della pirateria – ha sottolineato Frattini – dipende dalla crisi politica e socio-economica sulla terraferma, non nel mare e per questo l’Italia è pronta ad aumentare i suoi sforzi, sostenendo tutte le iniziative internazionali contro la pirateria”. Già dall’inizio di quest’anno l’Italia ha concesso aiuti destinati al sostegno delle istituzioni somale e del processo di pace, per un totale di circa 6 milioni di euro e ha ulteriormente proposto di mettere a disposizione il proprio aiuto per la formazione delle forze di pattugliamento nel golfo di Aden, operazione che si inserisce all’interno di un vasto progetto internazionale indirizzato alla stabilizzazione politica della Somalia. Alla riunione del Gruppo internazionale hanno preso parte 34 Stati e le principali organizzazioni internazionali. L’obiettivo è predisporre tutti gli strumenti adatti a rendere sicuri i territori dei Paesi del Corno d’Africa.
L’Italia fa parte, infatti, del gruppo internazionale di pattugliamento della costa africana e già con la Fregata Maestrale, con la quale si è complimentato con soddisfazione il ministro della Difesa Ignazio La Russa, si è resa protagonista di operazioni di sicurezza del traffico commerciale in questa area ad alto rischio, arrivando a sventare attacchi, a catturare pirati e a mettere in fuga, con i propri elicotteri, i barchini da assalto. Ora con la fregata Libeccio fa parte della missione NATO Ocean Shield, operazione per contrastare la pirateria al largo delle coste somale. Per combattere gli arrembaggi sulla Libeccio sono presenti elementi specializzati delle forze armate italiane: sommozzatori, palombari, artificieri, incursori e fucilieri del reggimento San Marco della Marina Militare italiana.
Ma fino a quando tutto questo sarà possibile? I pirati di oggi dispongono di armi sempre più sofisticate, anche se usano le stesse tecniche di abbordaggio dei pirati che appartengono alla nostra storia, alle leggende e all’immaginario collettivo.
Attaccano navi mercantili disarmate e inoffensive; in alcuni casi uccidono i marinai e s’impossessano del carico. Si calcola che le perdite annue per gli armatori ammontino a una cifra compresa tra 13 e 16 miliardi di dollari, in particolare a causa degli abbordaggi nelle acque degli Oceani Pacifico e Indiano e negli stretti di Malacca e di Singapore, dove transitano annualmente più di 50.000 carghi commerciali.
Non solo somali: i pirati più pericolosi sono gli indonesiani, che nel 2000 si sono meritati il nome di “feroci pirati” per aver depredato 86 mercanti. Mentre il problema si presenta saltuariamente anche sulle coste del Mediterraneo e del Sud America, la pirateria nei Caraibi e in America del Nord è stata debellata dalla Guardia costiera degli Stati Uniti. La pirateria si annida nel Golfo di Aden e Corno d’Africa. Ecco perché se ne è occupata una conferenza internazionale nel maggio scorso a Kuala Lumpur (Malesia), due giorni di lavori ai quali hanno partecipato 40 Paesi, l’Organizzazione marittima internazionale (IMO), l’Unione europea e le Nazioni Unite. Secondo un rapporto dell’International Maritime Bureau (IMB) che si occupa della pirateria marittima internazionale, nel primo trimestre 2009 gli attacchi dei pirati, complessivamente nel mondo, sono stati 102 contro i 53 dello stesso periodo 2008.
Il forte aumento è dovuto per gran parte al maggior numero di attacchi che si sono verificati nelle acque del corno d’Africa da parte di pirati presumibilmente somali. Allo stesso modo sono in aumento gli ostaggi di tali atti di pirateria (178 dei quali 2 uccisi). In crescita anche gli attacchi nelle vicinanze della Nigeria e del Perù. Per quello che riguarda lo stretto della Malacca, che rappresenta un importantissimo punto di transito sulle rotte che uniscono Paesi arabi con Cina, Corea e Giappone, è stato registrato un solo attacco.
Secondo esperti del settore il chiedere soccorso, nel caso della pirateria somala, serve a ben poco vista la rapidità con cui gli assalti vengono eseguiti: sarebbe fondamentale l’utilizzo di armi e la presenza sui mercantili di gente preparata ad usarle, per evitare che l’attacco venga portato a termine. E a questo stanno pensando, attualmente, anche diversi armatori che hanno navi che solcano le acque del corno d’Africa. Il problema maggiore però è quello legale che prevede una risposta proporzionata all’offesa e per questo un semplice errore di mira potrebbe portare un difensore in tribunale.

The pirates of the third millennium? Not Somalis only
The maritime piracy, in bottom own thus as it succeeded some centuries ago, is being asserted with increasing force over recent years to this part. The corsair of the new millennium attack the ships trade them, take control cargos, ask redeem, for a annual turnover approximately of ten billions of dollars. And the number of the ships taken of onslaught is always greater, with a series of chain reactions that obviously is developed in way directly proportional, to begin from the increase of the prices of the insurance prizes, till the possibility that broken off new can be traced in order not to be attacked. A problematic that has put in alarm the Italian ministries of the Foreign countries and the Defence, Franco Frattini that has declared also the availability of Italy to form the staff of police and of the coastguards Somalis in the course of an encounter with the International Group of contact for the Somalia, to the presence of the first Soma minister Omar Abdirashid Ali Sharmarke. The political Somal exponent has supplied assurances approximately the engagement in favour of the pacification of the Country. “The problem of the piracy – it has emphasized Frattini – depends from the political crisis and associate-economic on the mainland, in the sea and for this Italy is not ready to increase to its efforts, supporting all the international initiatives against the piracy”. From the beginning of this year Italy has already granted to destined aids to the support of the Somali institutions and the process of peace, for a total of approximately 6 million euro and has proposed to on hand put own aid for the formation of the forces of patrolling in the gulf of Aden, operation that becomes part inside of an immense international plan addressed to the political stabilization of the Somalia. To the reunion of the international Group they have taken to part 34 States and the main international organizations. The objective is to predispose all the instruments apt to render the territories of the Countries of the Horn of Africa sure. According to a relationship of the International Maritime Bureau (IMB) that it is taken care of international the marine piracy, in the first trimester the 2009 attacks of the pirates, altogether in the world, have been 102 against the 53 of same period 2008. The strong increase has had for great part to the greater number of attacks that have been taken place in waters of the horn of Africa from pirates peraphs Somalis. In the same way they are in increase the hostages of such actions of piracy (178 of which 2 killed). In increase also the attacks in the vicinities of the Nigeria and Peru. For what it regards the strait of the Malacca, that represents a most important point of transit on the routes that join Arabic Countries with China, Korea and Japan, it has been recorded a single attack.

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