Carta di Ancona, primo documento dell’Adriatico

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Nell’aprile 1999, la firma della Carta di Ancona segnò il ritorno del capoluogo delle Marche a porta d’Oriente. Allora, con l’appoggio dell’ANCI, ebbe vita il primo Forum che costituiva legami in Adriatico, tra città. In quella Carta di Ancona furono stabiliti criteri, valori e strumenti per un impegno permanente nei confronti di una crescita complessiva della comunità adriatica che ha antichissime origini e tradizioni. Chiavi di lettura, le parole pace, democrazia, libertà, in ottica di una vera unione europea in grado di considerare le due coste adriatiche, le loro caratteristiche e peculiarità, dando il via a uno sviluppo sostenibile. Già da allora il Forum delle città dell’Adriatico si propose di collaborare, come fa tuttora, con il Comitato delle Regioni, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, la Conferenza delle Regioni periferiche e marittime e tutte le istituzioni europee.
Molte delle indicazioni siglate dieci anni fa adesso hanno avuto una doverosa rivisitazione, alla luce dei cambiamenti e degli sviluppi. Oggi la Carta di Ancona ha riconfermato l’impegno delle municipalità del bacino per lo sviluppo dell’Euroregione Adriatico-Ionica e il rafforzamento dei gemellaggi; ha fissato il consolidamento del percorso verso una completa integrazione delle comunità adriatiche e ioniche; ha sollecitato ulteriori sforzi nell’ambito della cooperazione e del confronto con, al centro, il rafforzamento dell’Iniziativa Adriatico Ionica; intende valorizzare i network regionali, strumenti preziosi e insostituibili (Forum Camere di Commercio, Uniadrion e altre in futuro); auspica un ruolo più forte della regione Adriatico – Ionica tuttora ai margini dell’Europa e l’ingresso tra i Paesi membri dell’UE della Croazia, l’avvio dei negoziati della Commissione Europea con Montenegro e Albania e la costruzione bilaterale di un percorso per l’ingresso della Bosnia-Erzegovina. Inoltre si è posta l’obiettivo di una maggiore facilità di rapporti tra l’area in questione e il resto dell’Europa con la prospettiva di una libera circolazione e eliminazione del visto laddove sussiste; ha sottoscritto una massima attenzione al riscaldamento globale e alle sue conseguenze; ha deciso comuni misure contro la stagnazione economica e risorse adeguate alle infrastrutture per migliorare la circolazione di persone e merci; ha posto al centro del proprio lavoro le politiche di sviluppo sostenibile e una richiesta al Consiglio di Europa e ai governi nazionali di programmare la redazione di una strategia per la regione Adriatico-Ionica, sull’esempio di quella approvata nel giugno scorso dalla Commissione Europea per la regione del Mar Baltico.
“In questi dieci anni – ha sottolineato Bruno Bravetti – che ha sempre seguito questa iniziativa di cui ora è segretario onorario – il Forum ha cercato di dare attuazione ai principi sanciti nella Carta di Ancona, cercando di portare un valore aggiunto alla crescita dell’Europa dei cittadini. Costruirla è, oggi, la nuova sfida strategica che abbiamo di fronte e che deve farci riflettere su come abbiamo lavorato e su come adeguarci e prepararci a vincere anche questa ulteriore sfida”.
“E’ necessario – ha ribadito poi, parlando di strategie europee e di strumenti di finanziamento della programmazione comunitaria 2007/2013 – in primo luogo rafforzare, strutturare, più di quanto fatto in questi anni, i rapporti di collaborazione tra il Forum delle Città, il Forum delle Camere di Commercio, Uniadrion. Dobbiamo, inoltre, sempre di più considerare l’Iniziativa Adriatico Ionica, il cui segretariato permanente ha sede ad Ancona, l’architettura di riferimento che può dare valore aggiunto a tutte le nostre iniziative”.
Proprio attraverso l’IAI, infatti, sarà possibile rafforzare la cooperazione territoriale dell’intera area adriatico – ionica e in questa ottica, “il Forum delle città ha una forte propensione a sviluppare naturalmente una progettazione strategica nell’intera area.
Per realizzare un piano di sviluppo futuro del Mediterraneo centrale è necessario posizionare lo sviluppo della Regione Prossimità – Balcanica e il Forum è in questo contesto un naturale protagonista nel sistema di partenariato con l’Europa centrale e orientale e rappresenta una grande opportunità perché i Paesi dell’UE sono chiamati a promuovere uno sviluppo strutturato con questi Paesi e i Balcani sono privilegiati in questo ruolo non solo oggi, ma anche in prospettiva”.

Chart of Ancona, first document of the Adriatic sea
In the April,1999, the signature of the chart of Ancona marked the return of the main town of the Marches to the East door. Then, with the support of the ANCI, the first Forum was constituted, it created links in the Adriatic, between city. In that Chart of Ancona criteria, values and instruments for a permanent engagement regarding a total increase of the Adriatic community that has ancient origins and traditions were established. Keys of reading, the words peace, democracy, freedom, in optical of a true European union in a position to considering the two Adriatic coasts, their characteristics and peculiarity, creating a sustainable development. From then the Forum of the Adriatic cities was already proposed to collaborate, like today, with the Committee of the Regions, the Council of the Municipalities and the Regions of Europe, the Conference of the peripheral and marine Regions and all the European institutions. Many of the indications initialled ten years ago now have had a new interpretation.
Today the Chart of Ancona has reconfirmed the engagement of the municipalities of the river basin for the development of the Euroregion Adriatic-Ionic and the strengthening of the twinning; it has sped up ulterior efforts in the sphere of the cooperation and the comparison with, the strengthening of the Ionic Adriatic Initiative; it wants to value the regional nets, wish a more strong role of the Adriatic- Ionic region and the income between the Countries members of the UE of the Croatia, the start of negotiates of the European Commission with Montenegro and Albania and the bilateral construction of a way for the income of the Bosnia-Herzegovina. Moreover it has the objective of a greater facility of relationships between the area described and the rest of Europe with the perspective of a free circulation and whereby subsist the abolition of the entry permit.