Espansione energy box e tre torri in Qatar

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D’altronde anche la Regione non sta investendo troppo sul manifatturiero, ma sul territorio e sul turismo e che cosa ci permette di salvaguardare il nostro ambiente, se non un corretto uso delle risorse?”.
Ovviamente l’espansione è quella di Energy Box, soluzione tecnologica, proposta dall’azienda di Ancona, per la contabilizzazione dei reali consumi… “Sì – aggiunge Mancini – perché è in continua evoluzione (siamo all’aggiornamento n° 2, ma stiamo preparando il progetto dell’Energy Box 3) e perché c’è ancora molto da fare in Italia, visto che non c’è mai stata troppa chiarezza, anche a livello normativo e gli operatori sono tutti lì, a navigare a vista. Ma ovviamente non dimentichiamo di puntare su altre possibilità che vengono offerte alla nostra azienda, come è successo in Qatar”.
E come ci siete finiti in Qatar e soprattutto a fare che cosa?
“Nel Qatar ci siamo finiti quasi per caso, tramite un cliente di impiantistica che aveva cominciato a lavorare per gli Emirati Arabi. E’ stata un’esperienza molto interessante di confronto: intanto non avevamo mai lavorato nel Golfo e poi abbiamo visto e vissuto esperienze di gestione di un cantiere con aziende di altra formazione e di altre culture. E poi la soddisfazione di un lavoro interessante, come quello della progettazione costruttiva della Al Madar Tower…”.
Progettazione costruttiva?
“Sì, è una fase di lavorazione che in Italia è stata messa da parte da un ventina di anni ed è il passaggio dalla progettazione esecutiva al cantiere, in pratica un disegno particolareggiato, preciso al millesimo, sulla base del quale si realizza l’intera opera. In Italia e in Europa possiamo dire, le maestranze sono ormai talmente ben formate che non ne hanno bisogno, ma il disegno particolareggiato è ad utilizzo di quelli non così esperti. La direzione dei lavori, poi deve visionare la progettazione costruttiva e approvare i disegni in toto, con ovvio dispendio di tempo e denaro che sono decisamente impensabili nell’Italia di oggi. C’è un vantaggio, però: le opere, una volta ultimate, sono perfette, perché la documentazione è talmente perfetta che non sono ammessi errori. Questo rende anche la manutenzione molto più semplice”.
E tutto questo è stato fatto in Qatar da e-Partners?
“Sì, a Doha ci siamo occupati della impiantistica di due delle torri di The Pearl, in pratica la realizzazione degli shop drawings degli impianti elettrici a servizio degli edifici Parcel 4 e 5 del complesso The Pearl di Porto Arabia. Per quanto riguarda la Al Noor Tower, poi rinominata Al Madar Tower, invece, ci siamo occupati della realizzazione degli shop drawings degli impianti elettrici e meccanici a servizio dell’edificio sulla West Bay di Doha, in pratica tutta l’impiantistica, tranne gli ascensori ad alta velocità giapponesi e la centrale telefonica perché sono specialistici. La torre Al Madar è una struttura business che simboleggia il successo, secondo le indicazioni della azienda proprietaria”.
Pensa di portare anche l’Energy box in Qatar?
“Be’ al momento è tutto fermo negli Emirati per la crisi economica che li ha coinvolti. Diciamo che c’è un rallentamento dei progetti che li riguarda, pur se l’emiro del Qatar ha già fatto specifici programmi di sviluppo anche per un’isola artificiale e per lo sviluppo della città. Aveva anche, attraverso il proprio Comitato Olimpico, proposto la città di Doha come sede dei Giochi Olimpici del 2016, ma sappiamo che la scelta è poi caduta su Rio de Janeiro. Quindi c’è una grande volontà di crescere e il Qatar ha cominciato la sua marcia verso lo sviluppo da poco, a differenza di altri Stati arabi. Vogliono essere riconosciuti come un’economia fondamentale, sono il terzo produttore al mondo di gas, la benzina che costa una stupidaggine… Forse è ancora troppo presto per parlare di Energy Box in Qatar, pur se ci sono già utenze contabilizzate anche in questo Paese degli Emirati Arabi, o, ad esempio, torri eoliche, come in Barhein, quindi si registra una certa sensibilità… Ma c’è ancora tanto da fare qui!”.
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Energy box expansion and three towers in Qatar
In the year 2010 – declares Luca Mancini, manager of e-Partners company – we will be engaged to invest money on business expansion, as certainly the energetic division, will be surely an important sector in the future mainly about saving. We believe in it, so we are going to create a group of planners and enterprises that believe in the project like us!
Otherwise the Region also, is not investing too much on the manufacturing sector, but in the territory and tourism sector, what allow us to safeguard our environment is a correct use of resources”. Obviously the expansion is that one of Energy box, technological solution, proposed by Ancona company, for the accounting of real consumptions.

In the meantime the company has been dealt with planning in Qatar.
“Yes, at Doha we have worked on systems of two of The pear towers, practically the building of the shop drawings of the electrical system in the service of the buildings Parcel 4 and 5 of The Pear of Arabian Dock buildings. With regard the Al Noor Tower, then renamed Al Madar Tower, we have built the shop drawings of electrical and mechanical systems in the service of the building on the Doha West bay, practically all the plant design except the Japanese high speed elevators and the telephone exchange, because they are specialized in it.
The Al Madar tower is a business building that is the symbol of success, according to the indications of the company owner”.