Lavoro Rosolen, 13mila lavoratori in meno tra 2008 e 2009

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Trieste, 25 mar – Tredicimila lavoratori in meno rispetto al 2008, una flessione del 2,5 per cento che a fine 2009 ha ridotto gli occupati in Friuli Venezia Giulia a 508mila, suddividendo equamente la perdita tra componenti maschile e femminile. +21,4 P.C. I DISOCCUPATI – Analizzando gli ultimi dati Istat relativi all\’estremo Nordest, l\’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, evidenzia anche la parallela crescita esponenziale (21,4 p.c., pari a 5mila unità) dei disoccupati che passano dai 23mila del 2008 ai 28mila di fine 2009. NUOVI SETTORI A RISCHIO – "Siamo riusciti a salvaguardare buona parte dell'occupazione regionale – commenta Rosolen – ed anche la crescita della disoccupazione si è rivelata meno dura del previsto. Tuttavia – prosegue – il calo del lavoro autonomo (-6,4 p.c., da 120mila a 112mila in un anno, ndr) e quello del terziario non commerciale suggeriscono un'attenta riflessione anche su settori quali la pubblica amministrazione, la scuola e
la sanità".

-1,5 P.C. DI FORZA LAVORO – Se il tasso di disoccupazione sale in un anno dal 4,3 al 5,3 per cento (6,4 donne e 4,4 p.c. uomini), ponendosi al di sopra del valore dell'Italia nord-orientale (4,7 p.c.) ma al di sotto di quello nazionale (7,8 p.c.), la forza lavoro complessiva riferita al 2009 si attesta a 536mila tra occupati e persone in cerca di occupazione, registrando una diminuzione di 8mila unita (-1,5 p.c.). Esaminando l'intero
biennio 2008-09, rispetto ai dati precedenti appare chiaro come in due anni il Friuli Venezia Giulia abbia dovuto fare i conti con 13mila occupati in meno e 10mila disoccupati in più.
PRESTO I DATI PROVINCIALI – Tra qualche settimana, ricorda Rosolen, verranno pubblicati i dati provinciali e sarà così possibile completare l'analisi del mercato del lavoro anche nella
dimensione territoriale.

MALE UOMINI, TENGONO DONNE – Nel frattempo, vale la pena sottolineare che il tasso regionale di occupazione nella fascia d'età 15-64 anni ha perso quasi due punti percentuali tra il 2008 e il 2009, scendendo dal 65,3 al 63,4 per cento con una prevalenza negativa più marcata tra gli uomini (-2,2 p.c.) che tra le donne (-1,4 p.c.).

COMMERCIO IN CRESCITA – Il calo di occupati, si osserva, colpisce tutti i macro-settori economici, dall'agricoltura (da 13 a 11mila) all'industria (da 176 a 173mila) fino al terziario (da 332 a 324mila), nell'ambito del quale va in controtendenza il commercio che incrementa del 4,3 p.c. gli addetti (da 70 a 73mila).

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