Autonomie locali: economia di scala con unioni di comuni

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I Comuni di Cavasso Nuovo, Meduno, Arba e Fanna intendono unirsi per migliorare la resa dei loro bilanci e oggi, a Cavasso Nuovo, l\’assessore regionale alla Programmazione territoriale, Autonomie locali, Sicurezza e Relazioni internazionali, Federica Seganti, ha valutato assieme ai loro sindaci i lati positivi e le problematiche di questa decisione. Dopo anni di riduzione della popolazione, i borghi della Pedemontana registrano infatti, da qualche tempo, un incremento demografico dovuto alla scelta di molte giovani coppie di trasferirsi dalla città ai paesi, più vivibili.
Un fenomeno che comporta la necessità di fornire nuovi servizi, ambulatori, scuole materne e nidi per l'infanzia destinati a soddisfare l'esigenza della popolazione ma finanziariamente impegnativi per i piccoli Comuni.
L'ha osservato il presidente del Consiglio provinciale di Pordenone, Mario Zambon, promotore della riunione tra Federica Seganti ed i primi cittadini di Cavasso Nuovo, Emanuele Zanon, di Arba, Elvezio Toffolo, di Fanna, Denis Bottecchia, e di Meduno, Lino Canderan, che hanno chiesto di poter valutare, assieme all'assessore, l'opportunità di una loro unione, anche in vista della predisposizione del nuovo disegno di legge sulla semplificazione istituzionale dei poteri pubblici locali.
"Dobbiamo lavorare sul risparmio e sull'economia di scala attraverso l'avvio di una collaborazione forte" ha detto il
sindaco di Cavasso, sottolineando l'urgenza della riduzione dei costi amministrativi che, ha ricordato a sua volta l'assessore, "sono gli stessi per i Comuni piccoli e per quelli grandi e non producono servizi per i cittadini".
L'assessore ha ringraziato i sindaci per l'invito "perché il confronto diretto consente di tarare meglio qualsiasi
provvedimento regionale" e confermato che l'esperienza sin qui maturata a proposito di Associazioni e Unioni di Comuni permetterà di migliorare l'efficacia di un sistema che ha dimostrato di funzionare.
Anticipando alcuni dei contenuti del nuovo disegno di legge, Federica Seganti ha sottolineato l'impegno della Regione al fianco delle Autonomie locali, anche in tempi di crisi e nella necessità di privilegiare, nella distribuzione delle risorse disponibili, il mantenimento del livello della sanità regionale e gli ammortizzatori sociali, oltre alla messa in sicurezza delle aziende in difficoltà.
Una crisi che anche i Comuni possono affrontare meglio, ha suggerito l'assessore, unendo le forze per creare un sistema di regolamenti omogenei, centralizzando bandi ed appalti, utilizzando assieme figure professionali in grado di gestire aspetti tecnici e ambiti giuridico-amministrativi.
"Stiamo lavorando su due progetti di legge – ha detto l'assessore – e ci attendiamo le risposte del territorio perché da un lato, e fermo restando il principio del supporto alle zone svantaggiate, vorremmo identificare quello che istituzionalmente 'è montagna' per favorire il tipo di unioni più adeguate alle peculiarità demografiche, mentre dall'altro puntiamo a delineare le aree di aggregazione possibili in base alla disponibilità di avviare una
collaborazione concreta da parte delle diverse Amministrazioni comunali".

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