Silvestrini, kyoto club: “L’onda è partita”…

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Un po’ di delusione per il vertice di Copenaghen non si può nascondere: le aspettative erano tante, ma in linea di massima c’è di che sperare. Si può sperare, ad esempio, sulla sensibilizzazione dei giovani. Per gli studenti italiani tra le tante cose è stato appena lanciato Ustation, il primo network italiano di media universitari (www.ustation.it) nato con lo scopo di aggregare e valorizzare i contenuti audio e video realizzati dagli studenti dall’interno di radio e tv d’ateneo. Il contest del concorso è: “Un paese sostenibile.
Esplora l’orizzonte del risparmio energetico, dell’ambiente e della sostenibilità”.
I focus del contest si legano a un’idea di sviluppo e di civiltà in maggiore sintonia con l’ambiente, come specifica il sottotitolo: “Come il tuo paese, la tua città, la tua vita diventano sostenibili grazie alle nuove tecnologie, a progetti innovativi e alla fantasia”. I partecipanti possono realizzare qualsiasi tipo di contenuto in formato video, audio o immagini (i file audio e video non dovranno superare i 10 minuti) e per concorrere è sufficiente caricare i contributi su Ustation (www.ustation.it), entro e non oltre il 16 maggio prossimo, dopo essersi registrati e aver letto il regolamento (consultabile integralmente su www.ustation.it/ustationchallenge).
Si può sperare, inoltre, per il pacchetto cosiddetto “venti, venti, venti”, varato nel gennaio 2008 con gli obiettivi dell’Unione europea per il 2020: raggiungere la diminuzione del 20% delle emissioni di gas serra negli Stati membri, portare la quota di energia da fonte rinnovabile al 20% e ottenere un risparmio dei consumi energetici del 20%.
Inoltre è molto meglio stare in Italia, pur se ha dimostrato di aver poca lungimiranza, ma che è parte integrante di un’Europa che vuole essere virtuosa, piuttosto che trovarsi nei panni di molti altri Paesi del mondo. Ma forse questo lo diciamo solo per consolarci, perché in realtà, come sostiene Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, non dobbiamo nasconderci che è una missione ardua, “un obiettivo ambiziosissimo, ma certo raggiungibile se ci sarà la volontà complessiva di tutti”.
“C’è di che sperare, certamente – dichiara Silvestrini – Le antenne sono pronte a captare e c’è la volontà di condividere la visione di sviluppo, anche se in Italia è un po’ anomala. La partita si gioca sul campo della produzione dell’energia: in Europa il 61% di tutta la potenza installata proviene da fonte rinnovabile e soprattutto obiettivi che sono legalmente vincolanti nel nostro continente presto lo saranno anche in Cina, in Giappone e negli Stati Uniti.
Insomma, l’onda è partita! Il tasso di crescita delle rinnovabili è molto alto, 30-35% e le previsioni sono molto elevate proprio per i vincoli e le scelte posti dall’Europa. Ovvio che chi è partito in anticipo oggi trae infiniti vantaggi e gli obiettivi del 2020 saranno legalmente vincolanti. Saranno proprio le rinnovabili, il settore maggiormente in fermento, ma anche edilizia e trasporti si stanno già muovendo, perché dal 2021 tutto sarà “nearly zero emissions” e chi prima parte avrà le carte più interessanti da giocarsi: assisteremo a cambiamenti rivoluzionari! L’Italia ha perso l’occasione storica di fine anni Ottanta sul nucleare, ma già allora c’erano già le idee molto chiare sulle rinnovabili, un’idea che si è afflosciata per l’abbassamento del prezzo del petrolio, ma che si è ripresentata immediatamente per il cambiamento climatico. Certo, siamo in ritardo e siamo poco competitivi, ma è interessante quanto l’Italia reagisca bene e velocemente con gli stimoli giusti.
E’ successo con l’iniziativa “Diecimila tetti fotovoltaici” (siamo al secondo posto dopo la Germania), con gli elettrodomestici di classe A, abbiamo sempre avuto un recupero molto rapido e stiamo recuperando anche sul fronte produttivo che dovrà però capire come collocarsi per stare sul mercato. Interessante sembra essere l’incentivo per le soluzioni integrate nell’edilizia. E poi ci sono iniziative interessanti, come “Industria 2015”, anche se il progetto sta segnando il passo, ma in linea di massima la vera sfida da noi è un’altra, perché si può fare moltissimo in casa: abbiamo gli incentivi più alti del mondo e se c’è un settore che dà occupazione in questo momento è proprio quello delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. E le rinnovabili cresceranno: governo la strada è ormai tracciata! E’ una scelta di politica industriale più che ambientale: in Italia si è capito in ritardo, ma ci si può inserire in questo onda che è partita…”.

Silvestrini, Kyoto Club: “The wave get off”…
Even if there has been a bit disappointment for the summit of Copenhagen, we can still hope, on young people awareness. For the Italian students, it has been launch Ustation, the first Italian network of university media (www.ustation.it) born with the aim to join and value the audio and video tracks realized by students inside the radio and tv of the University and whose competition is: A sustainable country. Explores the horizon of the atmosphere energetic saving and of the sustainability.
We can hope, moreover, the package called “twenty, twenty, twenty”, created on January 2008 with the aims of the European Union for the year 2020: to reach the reduction of 20% of the greenhouse gas emissions of in the Member States, to carry the part of energy from renewable source to 20% and to obtain an energetic consumptions saving of 20%. There is the hope – Silvestrini, declares scientific director of the Kyoto Club – the aerials are ready to pick up and share the development even if in Italy it is strange. The match is played about the production of the energy: in Europe about 61% of all the energy produced come from renewable source and above all aims that are legal binding in our continent soon it will be also in China, Japan and United States. Therefore, the wave get off! The growth rate of the renewable is very high, 30-35% and the estimates are elevated for the ties and the choices made by Europe. It will be the renewable energies, the active sector, but also mainly building and transport are going to already move, because since 2021 everything will be “nearly zero emissions”. Certainly, we are late and not much competitive, but Italy answer favourably” – Silvestrini asserts. The renewable energies are "a choice of industrial politics more than environmental politics: but in Italy this action hasn’t been soon understood, but we can be inserted in this wave that has left…”.

www.kyotoclub.org

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