Risparmio energetico, la prima rinnovabile

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“Ce la dobbiamo fare, con le buone o con le cattive”… Pensando al 2050 e a quello che potrebbe prospettarsi per il nostro Paese e per il nostro pianeta, in termini di emissioni di CO2 e di cambiamenti climatici, una mente illuminata come quella del prof. Federico Maria Butera del Politecnico di Milano pensa anche al nostro non essere “virtuosi” per natura e al nostro essere, a volte, anche poco informati, perché certe cose non ci restano facilmente in testa, anzi è molto più semplice far finta di niente! Per questo, con l’efficacia delle sue relazioni, il prof. Butera spera sempre di suscitare la curiosità necessaria, soprattutto quando mette a confronto i consumi energetici dell’uomo dell’antica Mesopotamia e l’uomo di oggi, riesce sempre a rendere molto chiaro il punto di non ritorno nel quale ci ritroviamo, soprattutto perché dal 1870 della rivoluzione industriale al 1970 il salto in avanti dei consumi è stato incredibile con un aumento di più del doppio e non parliamo dei consumi dell’uomo tecnologico americano del 2006…
“L’uomo sostenibile del 2050 – dichiara il prof. Butera – dovrà invece fare molti passi indietro ed arrivare a consumare meno dell’inglese della rivoluzione industriale. Abbiamo arricchito le nostre case di tecnologie, ma i nostri edifici sono colabrodo energetici e ora il pianeta ci chiede di abbattere dell’80% le emissioni di CO2. Ma a fronte di tante informazioni contrastanti sulle fonti rinnovabili, sui costi, sulla situazione, l’efficienza energetica dei nostri edifici è la fonte rinnovabile più abbondante e più a buon mercato”.
Ce la faremo ad appropriarci di questa rivoluzione culturale?
“Personalmente credo di no, nel senso che lo capiremo con le cattive per quella naturale resistenza al cambiamento che è propria del genere umano e perché gli attori economici che hanno il potere totale (e mi riferisco a petrolio e auto) dovrebbero decidere di suicidarsi… Scherzi a parte, è ovvio che resisteranno fino alla fine e in tutti i modi. La modernità ci è servita per crescere, ma ora dobbiamo cambiare, ma non credo succederà in modo lieve. Se abbastanza soggetti attivi comprenderanno che c’è la possibilità di far soldi e crescere con questo paradigma, allora le cose possono cambiare. Purtroppo, in termini di politica, certe decisioni in questo momento apparentemente impopolari, non vengono prese proprio perché il giudizio a lunga scadenza non serve per i politici: questo significa che non saremo virtuosi, ma quello che temo è che arriveremo a prendere una decisione perché costretti dal fatto che pagheremo per la nostra negligenza e come sempre pagheranno i più deboli. Antonio Gramsci parlava di ottimismo della volontà e pessimismo della ragione: mi viene spesso in mente se penso alla situazione globale ambientale, ma anche politica ed economica e a questo punto di equilibrio in cui tutto si muove in questo momento. Certo una tempesta catastrofica dovrebbe far pensare: l’uragano nelle coste della Francia dovrebbe far pensare, o magari un’onda generata da un pezzo di ghiacciaio che si muove e che coinvolge new York dovrebbe far pensare. Solo così si muoverà qualcosa e attenzione: si muove qualcosa in modo più rapido se a muoversi sono gli Stati Uniti!”.
Prof. Butera lei sostiene che questa rivoluzione culturale passa anche attraverso le competenze e la preparazione professionale dei progettisti…
“Non c’è dubbio: Università e politica sono colpevoli da questo punto di vista. Investimenti seri e consistenti per formare tutte le figure dell’edilizia e della produzione industriale sarebbero fondamentali per generare un valore economico maggiormente etico. Si dovrebbe arrivare a capire e a far proprio che non si spreca, così come non si uccide! La scelta e quindi la domanda in campo edile di edifici efficienti può essere determinante per un’inversione di rotta e quindi l’informazione da questo punto di vista è fondamentale… Oggi vai a convincere un imprenditore edile che se vuole risparmiare deve rivolgersi a chi… si fa pagare salato! Regna la cultura dell’abitudine, ma la costrizione arriverà con l’edificio a consumo zero: l’imprenditore sarà costretto a fare scelte da questo punto di vista. D’altronde, secondo le analisi dei sociologi, l’umanità è composta da un 1% di innovatori che sono i curiosi, un 7-10% di coloro che si adattano alle innovazioni non diffuse, mentre tutto il resto per una metà è determinato da chi aspetta l’innovazione consolidata e per una metà dai ritardari che resistono anche di fronte all’evidenza. Ci si aspetta sempre che sia qualche altro a essere lungimirante… Ma sono ottimista per il nostro Paese: l’Italia è dentro l’Unione europea e l’UE è nel pieno di un percorso virtuoso!”

Energy saving, the first renewable
"The sustainable man of the year 2050 will have to consume less than the English man of the Industrial Revolution. It has been asserted by Federico Maria Butera, professor at Milan polytechnic who from years studies the sustainable development. According to Butera the renewable source to stimulate is the energetic efficiency of the buildings, being the more important and more cheap energy source. A conception that Italian constructors won’t to know, because there is the custom and also for the lack information. According to the professor, the situation will be able to change only if a significant number of subjects will understand the possibility to make money and to grow with the renewable energy. Also the political institutions and the university would have to alert to the citizens and the students about the problem of the environment, sharing the choices that at the moment are not approved by majority. The logic think would have to be that we don’t waste thus as we can’t kill. Unfortunately Italy seems senseless about the ecological problems and also blind about the natural catastrophes that are hitting various countries of the earth, unequivocal sign that there is something that is not good. Fortunately there is an hope for our country, as prof. Butera remind us: Italy is a part of European Union that has begun a "virtuous" trail for the safeguard of the climate and of the environment. Hoping that it will take cue and benefit.

www.polimi.it

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