Manovra nazionale: la giunta regionale incontra le province

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Un tavolo permanente tra Regione e Province per gestire i devastanti effetti della manovra economica del Governo nazionale. La proposta è stata formulata dal presidente della Regione Gian Mario Spacca che insieme alla giunta ha incontrato i presidente delle province marchigiane: Patrizia Casagrande (Ancona), Piero Celani (Ascoli), Fabrizio Cesetti (Fermo) Matteo Ricci (Pesaro) e Tiziana Tombesi (sub commissario Macerata). “La situazione – ha spiegato Spacca – è da lacrime e sangue. Solo la Regione Marche subirà un taglio di risorse di 400 milioni in tre anni di cui 130 nel primo anno. E pur agendo con rigore draconiano, alla Regione mancherà oltre il 60% di risorse per garantire servizi fondamentali ai cittadini rispetto all’attuale livello. Sono a rischio i trasporti pubblici, i servizi sociali e il sostegno alle piccole imprese e all’artigianato. Da parte nostra stiamo proseguendo il percorso già avviato nella passata legislatura di eliminazione di sprechi e privilegi e gli atti che la giunta regionale ha già adottato nel segno del risparmio lo dimostrano”.
Anche per quanto riguarda le Province i trasferimenti subiranno un taglio del 67% passando da 94 milioni di euro a 31: sono tagli pari a 63 milioni di euro di cui 7 correnti e 56 per investimenti. “Dobbiamo stabilire una linea di resistenza e di azione”, ha detto Spacca. In questo senso il presidente ha proposto la costituzione di un gruppo di lavoro, composto dai vertici di Province e Regione, per elaborare il documento di programmazione finanziaria 2010-2011. “Il tavolo – ha proposto Spacca – dovrà riunirsi subito dopo l’approvazione della manovra da parte del Parlamento e in quella sede si dovranno valutare le strade da seguire per non penalizzare i cittadini e per ripensare la gestione del governo e i modelli di organizzazione del territorio alla luce delle cifre che ci verranno consegnate”.
I presidenti delle Province hanno sottolineato a chiare lettere la loro grande preoccupazione per gli effetti della manovra nazionale e hanno immediatamente convenuto sulla necessità del gruppo permanente di lavoro.

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