Unioncamere Veneto – Eurosportello, Iniziativa Nord-Sud: costruire una nuova regione economica in Europa

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L’area attraversata dal corridoio Nord-Sud che va dalla Scandinavia al mare Adriatico presenta tutte le potenzialità per diventare una delle macro regioni più competitive d’Europa: 115 milioni di abitanti, 15 porti, 300 Università 75 distretti produttivi e una crescita media del Pil stimata attorno al 6%. Delle potenzialità di sviluppo e delle sinergie in materia di trasporti e logistica si è discusso questa mattina, presso il Centro Culturale Don Orione Artigianelli a Venezia, nel corso della tavola rotonda Sviluppo regionale nella Regione scandinavo-adriatica, organizzata da Unioncamere del Veneto – Eurosportello, in collaborazione con le Camere di Commercio di Berlino e Rostock. Alla tavola rotonda, inserita nell’ambito dell’Iniziativa Nord-Sud: Costruire una nuova regione economica in Europa per lo sviluppo della Regione Adriatico-Scandinava coerentemente agli obiettivi della strategia “Europa 2020”, hanno partecipato Federico Tessari, presidente Unioncamere Veneto, Renato Chisso, assessore alle Politiche della Mobilità e alle Infrastrutture della Regione del Veneto, Paolo Costa, presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, Maria Krautzberger, segretario di Stato per il Trasporto e lo Sviluppo Urbano Stato di Berlino, Ulrich Bauermeister, direttore dell’azienda di sviluppo del Porto Rostock e vicepresidente dell’associazione degli operatori dei porti marittimi della Germania, e Christian Wiesenhütter, direttore della Camera di Commercio di Berlino. Moderatrice la giornalista Morena Pivetti.
Obiettivo dell’Iniziativa Nord-Sud è arrivare a una strategia comune tra le Regioni incluse tra Scandinavia e mare Adriatico al fine di definire politiche d’azione interregionale per la promozione economica e la coesione sociale e territoriale. Nel corso della tavola rotonda sono stati discussi i risultati del tavolo tecnico tenutosi mercoledì 29 e articolato in due gruppi di lavoro focalizzati sulla rete dei trasporti e sulle energie rinnovabili. Fra i temi affrontati l’importanza dei porti come punti nodali del network trasporti; la connessione tra i corridoi dell’asse Baltico-Adriatico per il miglioramento delle infrastrutture; la cooperazione tra i porti dell’Alto Adriatico (NAPA) e la connessione col Medio Oriente e il Canale di Suez attraverso l’Adriatico.
«Siamo convinti che esistano grandi potenzialità di sviluppo di questo corridoio che da nord a sud collega l’Europa – commenta Federico Tessari, presidente Unioncamere del Veneto –. Questo evento vuole essere un punto di partenza per un network stabile con l’obiettivo di creare una macro regione europea produttivamente innovativa ed economicamente competitiva nel contesto internazionale. Bisogna lavorare per creare un clima di fiducia che favorisca gli investimenti per innovare e accrescere l’efficienza delle Pmi. Nell’ultimo decennio il Mediterraneo ha assunto un nuovo ruolo strategico nelle relazioni con medio ed estremo Oriente. Il Nord Adriatico si candida a ricevere ingenti flussi commerciali dal Sud–Est asiatico per inoltrarli verso l’Europa Centrale e l’asse Adriatico–Baltico è strategico perché si pone fra Est ed Ovest ed è il passaggio obbligato per merci e persone».
«L’iniziativa di Eurosportello si colloca all’interno di una politica regionale consolidata, attivata ancora alcuni anni fa con l’azione “un Ponte tra l’Adriatico e Baltico” e che ora prosegue con il progetto SoNorA – spiega Renato Chisso, assessore regionale alle Politiche della Mobilità e alle Infrastrutture –. Questa nostra intuizione ha consentito alla Regione di essere capofila di un progetto internazionale di consolidamento e sviluppo dei mercati costruendo una relazione infrastrutturale e logistica che vada dall’Adriatico ai Paesi del Nord e Scandinavi, collegando anche quelli a est e ad ovest del corridoio stesso. In questa fascia di territorio, molto ampia e interessante, convergono dunque Europa Centrale ed Europa Orientale, unite dall’interesse di uno sbocco a mare che le connetta con il mondo intero. In questa logica i porti dell’Alto Adriatico assumono una rilevanza straordinaria, non alternativa ma complementare rispetto ai grandi scali marittimi internazionali nordeuropei. Si tratta non di un sogno ma di un concreto sostegno ad un vasto sistema di imprese, rispetto al quale dobbiamo capire quali siano gli interventi più efficaci per i diversi mercati».
«La rivoluzione economica globale vede crescere il Far East – Cina e India ma non solo – quale grande mercato e non solo luogo mondiale di produzione. La Germania, insieme al Nordest italiano, è uno dei maggiori esportatori europei – evidenzia Paolo Costa, presidente dell’Autorità Portuale di Venezia –. I porti dell’Alto Adriatico, di cui Venezia fa parte, sono la porta naturale, tanto per la Germania quanto per il Nordest italiano, di intermediazione delle merci con il Far East. Sarebbe delittuoso non approfittare prontamente di questa occasione».
«Berlino e Brandenburgo sono dei ponti tra Nord e Sud Europa – sottolinea Maria Krautzberger, segretario di Stato per il Trasporto e lo Sviluppo Urbano Stato di Berlino –. La nostra strategia consiste nel favorire una forte cooperazione economica fra le regioni dell’Adriatico e della Scandinavia. Su questo asse verticale mittel europeo, che rappresenta il collegamento più veloce tra Mediterraneo e Baltico, si trovano infatti sette capitali europee dove vivono 115 milioni di abitanti, ovvero il 25% degli abitanti europei».
Al termine dei lavori, i partner europei hanno visitato alcune realtà venete di particolare interesse nei settori trasporti-logistica ed energie rinnovabili. Il primo gruppo si è recato all’Autorità Portuale di Venezia, il secondo ai laboratori Veneto Nanotech – Nanofab Labs.

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