Ricerca: Molinaro, FVG deve rimanere regione di riferimento per l’Italia

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Il Friuli Venezia Giulia può vantare un indice di risorse umane impegnate nella ricerca pari ad 8,8 per mille, nettamente superiore ai dati nazionale (2,9 p.m.) ed europeo (5,7 p.m.), migliore perfino di quello statunitense (8,1 p.m.) e, di conseguenza, perfettamente in linea con gli obiettivi di Lisbona che prevedono il raggiungimento dell\’8 per mille. Forte di queste certezze, il Friuli Venezia Giulia deve rimanere regione di riferimento per la ricerca in Italia, utilizzando a tal fine tutte le possibili sinergie territoriali che garantiscano l'ottimizzazione delle risorse in termini finanziari e di capitale umano. Questo è l'obiettivo annunciato dall'assessore regionale alla Ricerca, Roberto Molinaro, a conclusione dei lavori della 9.a conferenza annuale del Coordinamento degli enti di ricerca del Friuli Venezia Giulia svoltasi oggi all'Area Science Park di Trieste, soggetto che ha il compito di coordinare le attività dei 53 centri di ricerca inclusi nel network delle istituzioni scientifiche nazionali ed internazionali con sedi o strutture
operative nell'estremo Nordest."Non abbiamo cambiato le nostre priorità – ha assicurato Molinaro, sottolineando comunque la carenza complessiva di fondi – perché ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico rimangono in cima alla lista sulla scia di quanto precedentemente impostato dalla Rosolen".
In linea con Europa 2020 e con il Piano nazionale della ricerca ancora in fase di approvazione, l'assessore ha insistito sulla volontà di proseguire un percorso virtuoso quanto "realistico in un momento di estrema incertezza generale, dove siamo costretti a confrontarci anche con la mancanza di una cultura italiana della ricerca".
Molinaro ha evidenziato l'importanza di una mappatura della ricerca regionale "inserita in un progetto ad ampio respiro e, attraverso l'attenta lettura dei dati che emergeranno, finalizzata ad evitare errori di valutazione nella costruzione di un sistema di accreditamento delle istituzioni scientifiche pubbliche e private".
Bene, quindi, l'adozione di strumenti quali il Bilancio del capitale intellettuale (umano, strutturale e relazionale) ed il
Profilo dinamico delle attività, quest'ultimo considerato una fotografia realistica di ogni singola organizzazione di ricerca. Confermando il sostegno allo sviluppo dei parchi scientifici e tecnologici, Molinaro ha preannunciato per gennaio l'approvazione del nuovo sistema di finanziamento della ricerca, dell'università e dell'alta formazione che, accantonando opportunamente i precedenti criteri geopolitici, valorizzerà le azioni coordinate, le sinergie settoriali e le iniziative a favore dell'innovazione d'impresa. "Tutti i nostri bandi – ha concluso – saranno contraddistinti da omogeneità e coerenza rispetto ai percorsi comuni da attuare".

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