AIDDA si presenta nel cinquantenario di vita associativa

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“Siamo orgogliose di quello che abbiamo fatto, ancora di più per quello che faremo”: con questo slogan che esprime la concretezza e l’efficacia che caratterizzano lo stile delle donne che lavorano, l’AIDDA intende festeggiare i suoi primi 50 anni e lo farà alle 13.30 di lunedì prossimo 31 gennaio presso l’Aula del Senato Accademico dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Oggi AIDDA con le sue oltre 1.500 iscritte AIDDA rappresenta il sicuro punto di riferimento per tutte le donne che rivestono ruoli di responsabilità nelle imprese italiane. Una realtà di estrema importanza, quella dell'imprenditoria al femminile, che AIDDA valorizza sempre in modo rigorosamente apartitico e senza fini di lucro.

Le iscritte AIDDA sono donne che operano nei settori più diversi, dal commercio (circa il 33%) all'industria (32%), con presenze di primissimo piano in campi come l'abbigliamento, alimentari, arredamento, chimica, edilizia, editoria, metalmeccanica, nei servizi (26%, dalle assicurazioni al settore pubblicitario) all'agricoltura (8%) e all’artigianato (1%).

Laura Frati Gucci è la presidente nazionale di AIDDA, fiorentina, presidente e fondatrice di PIRENE srl, una società di organizzazione di congressi, di comunicazione e di servizi con 15 addetti.

L'associazione è guidata da una presidente nazionale e da 6 vicepresidenti che compongono il Direttivo; dal Consiglio nazionale fanno parte 16 presidenti di delegazione e 20 consigliere nazionali.

AIDDA rappresenta tra titolari d'azienda e dirigenti, oltre 4000 imprese, prevalentemente medio-piccole, con circa 200.000 addetti e un fatturato complessivo di oltre 25.000 milioni di euro. Negli anni ha mantenuto forti rapporti internazionali con FCEM tanto da essere l’unico Paese con due rappresentanti: il segretario generale di FCEE è Etta Carignani Melzi di Novoli (presidente onoraria di AIDDA) e la presidente nazionale di AIDDA Laura Frati Gucci che è vicepresidente FCEM e candidata alla presidenza mondiale (elezioni a maggio 2011 alle Mauritius). Una storia che comincia oltre mezzo secolo fa. E’, infatti, il 1945 quando Yvonne Edmond Foinant prende le redini dell’impresa meccanica Savarin et Foinant, mettendo in luce la sua vocazione imprenditoriale.

Con un gruppo di colleghe fonda a Parigi l’FCE, Femmes Chefs d’Enterprises, con l’obiettivo di mettere in risalto le capacità imprenditoriali e manageriali delle donne per una collaborazione attiva e concreta fra donne che lavorano.

Yvonne Foinant promuove l’idea di un’Europa unita e esalta la necessità dell’abbattimento delle frontiere e dei confini per una libera cooperazione e circolazione delle idee e delle popolazioni europee: una vera precorritrice dell’Europa unita.

In occasione del Congresso FCE del 1950 a Bruxelles, le FCE diventano europee con il nome di FCEE e viene eletta Presidente Europea M.me Foinant auspicando di poter "faire de l’Europe une famille europèenne". Con la sua struttura e la sua opera FCE si pone il fine di promuovere, supportare e collegare l’imprenditoria femminile in ogni parte del mondo, con l’obiettivo di diventare la più forte associazione mondiale di imprenditrici.

In occasione del volo inaugurale Alitalia del 1° aprile 1960 sulla linea Italia-Olanda, Elisabetta Tamagnone, dirigente della SAIMA, società di spedizioni internazionali, conosce ad Amsterdam M.me Betsy Kiek Wolffers, Presidente olandese della FCE.

Elisabetta Tamagnone, entusiasta dell’attività svolta dalla FCE, decide di fondare in Italia un’analoga associazione e prende contatti con le poche donne che allora ricoprivano ruoli imprenditoriali o dirigenziali in Italia. Il 22 maggio 1961 a Torino viene sottoscritto l’atto costitutivo dell’AIDDA (associazione imprenditrici e dirigenti d’azienda).

FCEM è una ONG ed è la più forte associazione mondiale di imprenditrici e dirigenti che risiedono in più di 80 Paesi diffusi in 5 continenti, ai quali si aggiungono parecchi Paesi affiliati ed osservatori.

E’ un network mondiale forte di 600.000 imprenditrici che realizza la realtà del mercato globale. Globalizzazione vista non come privilegio di pochi, ma come opportunità alle economie in transizione, opportunità da offrire per l’abbattimento delle barriere, soprattutto la disparità nelle conoscenze tecnologiche.
L’associazione sente e vive l’impresa come realtà che deve sì fare profitto, ma che deve reinvestire il profitto nell’azienda in ricerca che è uguale a innovazione e sviluppo, avendo come priorità lo sviluppo equo e sostenibile, la solidarietà, il sostegno all’internazionalizzazione, l’attenzione alle giovani imprenditrici alle quali una rete così fatta può essere di supporto e di garanzia per l’accesso al credito facilitato. Capire il mondo attraverso le amiche FCEM, superare le differenze di etnie, di tradizioni, di religioni, creare partenariato, scambiarsi opportunità e crescere attraverso le diversità: questo è il fine di FCEM.

FCEM ha una rappresentanza ufficiale presso le Nazioni Unite (con rappresentanti incaricate presso le sedi di New York, Ginevra e Vienna), una rappresentanza presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo e presso il Parlamento Europeo a Bruxelles. FCEM è rappresentata anche presso l’UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development), l’UNIDO (United Nations Industrial Development Organization), l’UNECE (United Nations Economic Commission for Europe), l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e l’ILO (International Labour Organization)

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