Veneto in ripresa: nel 2010 PIL +1,6%, previsioni 2011 +1,3%

687

Slancio export (+16,3%), di nuovo positiva la produzione industriale. Soffrono i piccoli. Presentata l’Anteprima alla Relazione sulla situazione economica regionale.
In un 2010 che ha visto il Pil mondiale crescere del +5%, quello dell’Eurozona del +1,7% e quello italiano del +1,3%, il Pil del Veneto ha chiuso il 2010 con un aumento del +1,6%, lasciandosi alle spalle la fase più acuta della crisi (-5,9% nel 2009, il più marcato nell’ultimo decennio).

Il tasso di variazione è in linea con quello della Lombardia (+1,7%) e lievemente migliore a quello del Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna (entrambe +1,2%) e Toscana (+1%). Il quadro dell’economia veneta è stato illustrato stamattina durante la presentazione della 12esima edizione dell’Anteprima alla relazione sulla situazione economica, nella quale si delinea l’andamento dell’economia veneta nel 2010 e le previsioni per il 2011. Presenti Giuseppe Fedalto, presidente Unioncamere del Veneto, Gian Angelo Bellati, direttore Unioncamere del Veneto, Francesca Michielin, funzionario della DG per le politiche regionali Ue per l’Italia della Commissione Ue, Fabrizio Pezzani, professore ordinario di programmazione e Controllo nelle Pubbliche Amministrazioni presso l’Università Bocconi di Milano, responsabile scientifico NETCAP, e Mario Volpe, professore associato di Politica Economica presso l’Università Ca’ Foscari.

Alla crescita del Pil si è associato un analogo andamento per la domanda interna (+1,2%): quasi stagnante la dinamica dei consumi privati (+0,7%) e pubblici (-0,2%), marcato recupero degli investimenti fissi lordi (+4%, era -13,9% nel 2009). Determinante il ruolo delle esportazioni: dopo il -21,5% del 2009, l’export è stata la componente più dinamica col +16,3%, per un valore di 45,6 miliardi di euro (6,4 più del 2009), anche se ancora inferiore ai livelli 2008 e 2007 (50 miliardi). Nel 2010 il commercio estero veneto ha costituito il 13,5% dell’export nazionale. La Germania si è confermata il maggior partner commerciale (13,7%), seguita dalla Francia (10,7%). Accentuata la crescita della Cina: 1,4 miliardi, pari al 3%. Più marcata la dinamica importazioni (37,9 miliardi, +23,7%). Tuttavia la ripresa non è stata sufficiente a sostenere un recupero significativo della struttura produttiva e della domanda di lavoro: il numero di imprese attive è rimasto stazionario (-0,2%), mentre l’occupazione ha registrato un saldo negativo per quasi 15mila unità (-46mila nel 2009). Flessione frenata dall’impiego della Cig: quasi 125 milioni di ore autorizzate.

ANALISI SETTORIALE

Dopo i risultati negativi del 2009, riparte la produzione agricola veneta (+7%). Anno positivo anche per l’industria manifatturiera: l’indice regionale della produzione industriale, calcolato sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, ha conseguito una variazione media annua del +6,3% riportando valori positivi in tutti i trimestri dell’anno, anche se la dinamica resta negativa per le microimprese (-2,3%), mentre il traino è arrivato dalle grandi imprese (+11,8%), seguite dalle medie (+8,3). Il mercato delle costruzioni ha segnato un -8,5% sul versante degli investimenti. Incremento medio annuo del +1,2% delle vendite al dettaglio, grazie soprattutto ai prodotti alimentari (+2%). Prosegue la flessione del mercato auto: -8,6% le immatricolazioni, oltre 14mila vetture in meno rispetto al 2009. Secondo le stime di Unioncamere del Veneto sui dati Banca d’Italia, nel 2010 i prestiti alle imprese in Veneto hanno registrato una crescita del +5,6% (+3,9% in Italia). La crescita dei finanziamenti bancari è ascrivibile principalmente all’incremento delle erogazioni alle famiglie consumatrici (+7,8%), moderata ripresa per le imprese (+2,9%). Nel turismo gli arrivi sono tornati a crescere (+4,6%, oltre 14 milioni e mezzo), così come le presenze (+0,6%). Con 12 milioni e 45,2 mila tonnellate, il comparto dei trasporti ha segnato negli aeroporti veneti una crescita dei flussi passeggeri (+4,2%) e merci (+8,5%). Il traffico nel porto di Venezia ha chiuso il 2010 con 26,2 milioni di tonnellate di merci (+4,1%), mentre i passeggeri sono aumentati del +9,1%, per un totale di 2 milioni.

PREVISIONI 2011

Le previsioni per il 2011 sono incoraggianti anche se non mettono la parola fine al periodo di crisi: per quest’anno l’economia del Veneto dovrebbe registrare una ripresa del +1,3%, che continuerà nel 2012 con una crescita prevista del +1,2%, di alcune frazioni di punto superiori all’andamento dell’Italia (+0,9% nel 2011 e nel 2012).

GIUSEPPE FEDALTO, PRESIDENTE UNIONCAMERE DEL VENETO

«Il 2010 è stato un anno di “transizione positiva” e le previsioni per quest’anno sono incoraggianti, anche se non mettono la parola fine al periodo di crisi. Sembra che sia stato superato definitivamente il momento di grave recessione che ha sì messo in ginocchio la nostra economia, ma ha anche evidenziato i punti di eccellenza del nostro sistema produttivo: capacità di resistere alla concorrenza, tessuto produttivo sano, adattamento alle situazioni contingenti e riconversione degli impianti, adattabilità dei progetti e delle produzioni alle nuove esigenze. Le aziende venete stanno ripensando al proprio modello di business e sono costantemente impegnate a presidiare i mercati mondiali. Non solo quelli dei Paesi più avanzati economicamente ma anche quelli dei Paesi emergenti, dove la recessione globale è stata meno marcata».

GIAN ANGELO BELLATI, DIRETTORE UNIONCAMERE DEL VENETO

«In un contesto internazionale che verrà condizionato dalla crisi libica e dal dramma giapponese, assume ancor più rilevanza l’applicazione del federalismo fiscale. Poter trattenere maggiori risorse nel territorio, che non sarebbe una “concessione” visto che il residuo fiscale veneto è stato di circa 18 miliardi di euro all’anno nel triennio 2006-2008, deve però andare di pari passo con l’abbattimento della spesa fissa nella Pubblica Amministrazione, vero problema della finanza pubblica italiana. Fra le regioni italiane, il Veneto gestisce in modo efficiente la spesa pubblica e, se tutte le regioni adottassero i nostri parametri, arriveremmo a un risparmio di spesa di 28 miliardi».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here