Trasporto pubbilco egionale.Assessore Chisso

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“Dobbiamo essere capaci di fare anche le nozze con i fichi secchi. C’è l’impegno per aggiungere sicuramente altri 10 milioni e forse fino a 30 milioni alla partita del trasporto pubblico locale, ma dobbiamo comunque risparmiare”.
E’ concreto e realistico l’assessore ai trasporti del veneto Renato Chisso, che ribadisce la situazione del bilancio regionale e del trasporto in particolare. “So bene anche io che se avessi a disposizione 30, 50, 100 milioni in più sarebbe tutto più facile e non è certo per sadismo se questi fondi fatichiamo a trovarli. E’ una situazione non facile per tutti. Per questo l’impegno comune deve essere quello di riuscire a spendere meno assicurando però un servizio pubblico efficiente e salvaguardando i posti di lavoro, tagliando e limando le spese dove è possibile farlo. Io dico che è possibile – afferma Chisso – e chi pensa che questo si possa fare solo diminuendo il personale semina terrorismo. Ci siamo dati degli indirizzi, seguiamoli ad ogni livello, fermo restando l’impegno per la ricerca di ulteriori stanziamenti”.
“Una situazione non dissimile riguarda il servizio ferroviario regionale. Credo di essere stato il primo a definire quello del Veneto, più di un anno fa, da terzo mondo. Continuare a dirlo non serve moltissimo, mentre sicuramente è necessario continuare a incalzare, sollecitare, chiedere spiegazioni e multare Trenitalia. Perché le multe se sono inutili non si danno, ma se anche non faranno marciare tutti i treni e sempre in orario, almeno ci danno modo di restituire qualcosa ai viaggiatori vittime di continui disservizi. Quanto ai furbetti che sostengono di dare alla stessa Trenitalia i soldi delle multe perché li investa nel servizio: no, grazie. Prima mantengano gli impegni contrattuali”.
“C’è sicuramente una infelice posizione di monopolio della società ferroviaria – aggiunge Chisso – che come tutti i monopoli non è certo l’ottimo. Ma ricordiamoci che siamo tutti sulla stessa barca: non si può essere un giorno per la difesa assoluta del posto dei nostri lavoratori e il giorno dopo chiedere di cambiare gestore e chiamare gli stranieri perché le cose non vanno. Certo, la linea delle grida è facile, ma noi lavoriamo non per farci pubblicità, bensì per provare a migliorare le cose, nonostante le difficoltà. A breve avrò un confronto di ulteriore verifica sulle cose che non vanno e sui motivi per i quali continuano a funzionare. Vedremo che mi diranno”

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