Vittorio Sgarbi inaugura il ‘Padiglione Italia’ della Biennale alla Mole

366

Inaugurata la sezione marchigiana del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia. Per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, infatti, il curatore Vittorio Sgarbi ha deciso di creare una “sezione staccata” per ogni capoluogo di Regione.
Una scelta, quella relativa all’arte contemporanea ed al numero (elevato) di artisti rappresentati, duramente contestata. Ma ieri mattina, alla Mole Vanvitelliana, Vittorio Sgarbi ha deciso di rispondere con il suo inconfondibile stile. “Scegliere gli artisti in modo democratico, ecco cosa ho fatto. E proprio per questo ho subito una vera aggressione fascista. Le critiche sono arrivate da coloro che detengono il potere dell’arte. Persone inferiori a me, per competenze. E loro lo sanno bene”. E’ un fiume in piena, Vittorio Sgarbi, anche se stavolta preferisce non trasformare la città di Ancona in bersaglio come in occasione della sua ultima visita (quando definì gli anconetani “dissociati”). Piuttosto, il popolare critico d’arte si concentra sulla dimensione “regionale” della Biennale, e sulla scelta di creare mostre permamenti nei capoluoghi di Regione: una “rete” che idealmente connette tutta l’Italia a Venezia, nell’anno dei festeggiamenti per il 150esimo dell’Unità del Paese.

“L’Italia è l’insieme delle capitali della diversità. Basti pensare alle Marche, plurali, dove convivono località picene, del maceratese, del pesarese. L’unità delle Marche, così come dell’Italia, è resa fertile dalle sue varietà. E le Regioni, così come le conosciamo da 35 anni, restituiscono identità a questa diversità”. Ma non ci saranno solo le città capoluogo di Regione in questa connessione con Venezia: le sedi “decentrate”, infatti, saranno in tutto 27. E nelle Marche ci sarà anche Urbino. Perché, dice Sgarbi, “parliamo di una città con un’eminenza che rendeva necessaria un’esposizione”. Saranno 87 gli artisti marchigiani che faranno così parte della Biennale di Venezia: 31 ad Ancona, e 56 ad Urbino, per un totale di 150 opere. Che affiancheranno i due artisti anconetani più celebrati, Gino de Dominicis ed Enzo Cucchi. “Altrimenti – dice Sgabri – non sarebbe stato giusto non riconoscere dignità alle produzioni contemporanee nelle Marche. Per questo dico di aver fatto una scelta più che mai democratica”.

Il Padiglione Italia alla Mole Vanvitelliana sarà aperto al pubblico fino al 27 novembre. La produzione artistica presa in considerazione spazia dal 2001 al 2011: pittura, cultura, arti digitali, design, fotografia, grafica, ceramica. “Valorizziamo l’arte marchigiana e facciamo un bilancio sociale, per giustificare quello che stiamo spendendo di più per la cultura, in controtendenza rispetto al quadro nazionale”, dice l’assessore regionale alla Cultura, Pietro Marcolini. Parole confermate anche dal suo omologo anconetano, Andrea Nobili, che ringrazia Sgarbi “per aver dato un taglio così originale a questa Biennale e per aver scelto la Mole Vanvitelliana come sede. Uno spazio che la nostra Amministrazione Comunale sta cercando di valorizzare nell’ottica di una ribalta internazionale”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here